Incubo Safilo Armani porta via i suoi occhiali

SANTA MARIA DI SALA Armani scarica Safilo, centinaia di posti a rischio. Tegola sul colosso dell’occhialeria, che a Santa Maria di Sala ha uno dei suoi più importanti stabilimenti, con 740 dipendenti. Nella tarda serata di martedì la griffe della moda ha comunicato di non voler rinnovare la licenza con Safilo Group per la produzione di occhiali di alta qualità. Una notizia che era nell’aria, ma che non appariva così imminente. L’accordo tra Safilo e Giorgio Armani scade infatti il 31 dicembre 2012. «Non comprendiamo – afferma il segretario generale della Femca-Cisl Venezia, Massimo Meneghetti – come mai in un momento così difficile per l’economia italiana un gruppo come la Giorgio Armani, nel nome del far business e ricavi a tutti i costi, metta in discussione un rapporto consolidato che ha fatto crescere fortemente la griffe, col rischio di creare un forte problema sociale. La decisione ci preoccupa perché comporterà per il gruppo padovano dell’occhialeria un 16% di fatturato in meno e con esse anche un numero consistente di produzioni fatte in Italia che potrebbero mettere a rischio alcune centinaia di posti di lavoro». Lo scenario peggiore sarebbe disastroso per il gruppo: 170 milioni di euro di fatturato in meno e -30% del lavoro realizzato negli stabilimenti italiani. Ora Armani potrebbe passare al propria licenza a Luxottica di cui detiene già una quota azionaria del 4,9%. «Nonostante manchi ancora un anno alla scadenza della licenza  è necessario far presto per l’integrativo aziendale per migliorare ulteriormente la qualità e l’efficienza del prodotto e di processo per rendere sempre più competitiva la Safilo – conclude Meneghetti – ma solleciteremo anche il nuovo Governo per trovare al più presto soluzioni di licenza alternative e strumenti per la difesa dell’occupazione». Filippo De Gaspari

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