Incidenti sul lavoro in calo, ma aumentano i mortali
I dati dell'Inail commentati da Vardanega: «Anche la burocrazia dia maggiore sicurezza»
Nel giorno di altri due incidenti sul lavoro - a Canizzano e Ponzano - presentati i dati sulla sicurezza. Gli infortuni sul lavoro diminuiscono, ma crescono quelli mortali. E' una fotografia a luci ed ombre, quella che mostra il «Sicur day» svoltosi ieri mattina al Maggior Consiglio.
Ad aprire i lavori il presidente di Unindustria, Alessandro Vardanega, che ha parlato di «cultura della sicurezza» da far crescere presso i lavoratori, le imprese, l'apparato pubblico. Ma anche di sicurezza nei confronti della burocrazia: sia meno vessatoria.
I dati dell'Inail, recentemente diffusi, parlano di un numero complessivo di infortuni sul lavoro che, a Treviso, diminuisce del 7,6 per cento: da 20.958 registrati nel 2007 ai 19.366 denunciati nel corso del 2008. Costanti, invece, il numero degli infortuni mortali: 23 erano nel 2007, 23 sono stati l'anno successivo. In aumento, invece, gli infortuni mortali nei primi sei mesi del 2009: nell'intero Veneto sono già 38, contro un totale di sessanta registrati nel 2008 in tutta la regione. A livello nazionale gli infortuni diminuiscono del 4 per cento, a Treviso del 7,6 per cento: ciò significa che qualche risultato le campagne sulla sicurezza hanno ottenuto. Ma non basta.
Secondo il presidente di Unindustria, Alessandro Vardanega, bisogna cambiare passo sul tema della sicurezza.
Dopo aver salutato Samy Gattegno, presidente del Comitato tecnico salute e sicurezza di Confindustria, e Pietro Paone, direttore regionale dell'Inail, Vardanega ha parlato di necessità di portare «un nuovo linguaggio ed un nuovo approccio» sul tema. Se è vero che il numero degli infortuni diminuisce, è altrettanto vero che «questa diminuzione del numero assoluto di infortuni avviene in un mercato del lavoro che dal 2003 al 2007 è cresciuto di circa 50 mila unità, con l'arrivo anche di molti lavoratori immigrati».
«Vorremmo, quindi, proporre una nuova lettura del tema della sicurezza sul lavoro - ha aggiunto Vardanega -: non è solo un diritto per una parte ed un dovere per un'altra legato a disposizioni normative. Occorre realizzare le condizioni per la sicurezza vera, la sicurezza reale e non quella che si fa sulla carta, vale a dire la sicurezza della burocrazia. E la sicurezza, inoltre, si fa con la collaborazione e l'impegno di tutti e non solamente con le sanzioni e le vessazioni».
(Daniele Ferrazza)