Incendi, incidenti, recuperi, acqua: da gennaio 30 interventi al giorno
Mercoledì 2 Dicembre 2009, Da gennaio a novembre, circa diecimila interventi. Per l'esattezza 9.972, più o meno trenta al giorno.
Sono i numeri che testimoniano l'ininterrotta attività dei vigili del fuoco del comando provinciale di Venezia, che guida la classifica regionale delle "partenze". Il grosso delle chiamate è rappresentato dalla voce "apertura porta" (2.460 pari al 25% del totale); quindi gli "incendi" (1.589 pari al 15,90%) categoria che racchiude i roghi generici, quelli dovuti a scoppi e a rilascio di gas. Seguono quasi appaiati gli incidenti stradali e l'acqua (539 e 536 pari al 5.40%), a ruota i recuperi (427 pari al 4,30%) e la statica (316 apri al 3,10%) che comprende lo sprofondamento di terreni e strade nonché i dissesti idrogeologici.
Il gruppone "altri", ovvero 4.105 richieste (41%) si articola nelle più svariate situazioni: soccorso e salvataggio di persone e animali, recupero salme, trasporto ammalati, cattura folli o alienati, ascensori bloccati, infortuni sul lavoro, servizio assistenza, fuga di gas, lavaggio strade, emergenza protezione civile, falso allarme.
A dirigere gli "effettivi" in servizio e i volontari, dislocati nelle quattordici realtà territoriali (comando di Venezia, distaccamenti di Cavarzere, Chioggia, Jesolo, Lido, Marghera, Mestre, Mira, Portogruaro, San Donà di Piave, quindi Porto e Aeroporto, Nucleo elicotteristi, Nucleo Sommozzatori e le varie specializzazioni) dallo scorso luglio è l'ingegner Tolomeo Litterio, succeduto a Fabio Dattilo promosso a dirigere l'Isa, l'"università" dei pompieri e responsabile nazionale della prevenzione incendi. L'organico complessivo si aggira sui 620 uomini, suddivisi nei quattro turni di lavoro e risulta piuttosto risicato se si considerano i riposi, le ferie e le malattie. Un problema denunciato da tempo dai sindacati insieme all'insufficienza e all'obsolescenza dei mezzi in dotazione.
(m.and.)