In programma oggi pomeriggio a Villa Buri. Per evitare ingorghi attivato un servizio di bus navetta. Festa dei Popoli, la sfida in tutte le lingue del mondo
In programma musiche, canti, danze, mostre di artigianato etnico e degustazione di cibi tipici
Festa dei Popoli oggi a partire dalle 15 a Villa Buri di San Michele Extra. Per evitare intasamenti attorno a Villa Buri sarà in funzione un servizio di bus-navetta dai parcheggi di via Zenati (vicino al liceo scientifico) e di via Monte Bianco (strada delle piscine).
È un appuntamento tradizionale, che quest'anno taglia il traguardo della maggiore età (si svolge da 18 anni), allietato da musiche, canti, danze di ogni parte del mondo, oltre che da degustazioni di piatti tipici e mostre di oggetti dell'artigianato etnico. Quest'anno, l'evento si carica di particolari significati, come hanno sottolineao in questi giorni gli organizzatori, che sono il Centro pastorale immigrati, il Centro missionario diocesano, la Caritas diocesana veronese, i missionari comboniani, il Cestim, le associazioni degli immigrati, i Focolari e l'onlus Villa Buri. Il primo significato è la richiesta di una nuova maturità nell'affrontare il tema della cittadinanza, elemento comune a tutti coloro che ne fanno parte, siano di origine italiana siano di origine diversa. «Essere parte di una cittadinanza - spiega don Giuseppe Mirandola, direttore del Centro pastorale immigrati - significa partecipare a eguali diritti e eguali doveri, a eguali garanzie e a eguali responsabilità. Sono quantomai necessari, oggi, precisi passaggi a livello civile e giuridico, non facili, che i cittadini di origine straniera sono chiamati a compiere. Dopo di che, essi sono parte della nostra società».
«Il messaggio della Festa dei Popoli - aggiunge don Mirandola - è dunque positivo. Non si cerca la polemica, si vuole il dialogo ed è una volonta che qui si esprime con serenità e con gioia, la gioia di incontrarsi e di stare insieme, di scoprire insieme cose nuove, che ci arricchiscono reciprocamente».
«Sì, qui gli adulti portano sulle spalle i bambini perché possano guardare più lontano», afferma uno dei veterani della Festa, da lui vissuta fin dall'inizio e senza perdersi mai un'edizione, Jean Pierre Piessou, rappresentante dell'Associazione degli immigrati, una lunga militanza all'ufficio stranieri della Cisl. «E non sono solo adulti stranieri, sono anche italiani, veronesi, impegnati nel volontariato. Qui si incontrano i volti degli immigrati arrivati da poco, quelli di coloro che sono a Verona ormai da molti anni; e si incontrano i volti dei loro figli, gli immigrati di seconda generazione, come i due diciottenni, uno del Ghana, l'altro della Croazia, che presenteranno oggi le loro esperienze e le loro riflessioni, nati 18 anni fa a Verona, proprio come la Festa dei Popoli».
Piessou sta svolgendo, come altri, un grosso lavoro a favore dell'integrazione degli immigrati: «Ma dobbiamo lavorare ancora di più - sostiene - per moltiplicare le occasioni di incontro e di dialogo perché solo così si arriva al riconoscimento reciproco. La lingua è fondamentale ma in un incontro come la Festa dei Popoli contano tutte le espressioni, artistiche, musicali, canore, culinarie, per suscitare un reciproco interesse e voglia di conoscersi».
I cittadini di origine straniera sono circa il 10 per cento della popolazione veronese e vengono un po' da tutti gli angoli del mondo, in particolare dall'Africa e dall'Asia. Sono occupati in settori economici diversi, dall'industria meccanica alle attività turistiche, dall'edilizia all'agricoltura. Alcuni hanno avviato attività economiche in proprio.
La festa dei Popoli è un loro appuntamento annuale importante. Essa ha il patrocinio del Comune di Verona. Per il vescovo sarà presente il vicario generale.