In prefettura a Verona tavolo tecnico per la sicurezza. Aumentano i controlli sugli infortuni agricoli

Le iniziative messe in azione da Spisal e Regione

Quella degli infortuni sul lavoro è una piaga che contagia tutte le regioni italiane vocate all'agricoltura. Una delle più colpite è il Veneto, e in particolare la provincia di Verona. Secondo uno studio dello Spisal (il Servizio di prevenzione igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro), le aziende agricole registrate alla Camera di commercio in provincia sono oltre 19.000, con una occupazione pari a circa 16.000 addetti.
Per quanto riguarda gli infortuni agricoli denunciati, anche se tendenzialmente decrescenti negli ultimi anni, superano i 1.600. Inoltre su 100 infortuni indennizzati dall'Inail, quelli mortali o comunque molto gravi rappresentano circa un quarto. Nel 2009 gli Spisal del Veronese hanno registrato nove decessi, per la maggior parte causati dal ribaltamento del trattore.
Per ridurre questo tributo di sangue ad una inevitabilmente rischiosa attività umana, come quella che si svolge in campagna e nelle stalle, non è bastato il postulato costituzionale il quale all'articolo 38 ha stabilito che i lavoratori hanno diritto a che siano preveduti e assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze dei vita in caso di infortunio, malattia, ecc.
E nemmeno ha alzato argini insormontabili l'art. 2110 cod. civ., nel decretare che, in caso di infortunio, è dovuta al prestatore di lavoro la retribuzione o una indennità nella misura e per il tempo determinati dalle leggi speciali. Leggi speciali che sono sopraggiunte nel tempo e numerose, dal decr. legisl. 626/1994, al decr.legisl 231/2001 , dalla legge delega 123/2007, sino al recente Testo Unico 81/2008, emanato sull'onda emotiva del tragico rogo alla Thyssen di Torino. Senza contare tutta una serie di provvedimenti specifici per le aziende agricole. Tra queste occupa un posto privilegiato quella sulla valutazione del rischio cosiddetto dello stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004.
Nonostante questa nutrita messe di norme con le quali si è tentato e si tenta di arginare la falcidie infortunistica, permangono ancora lacune e ritardi. Tanto vero che la disposizione sulla valutazione dello stress lavoro-correlato, che doveva entrare in vigore il 1° agosto, slitta al 31 dicembre.
Ecco allora l'entrata in azione di iniziative fiancheggiatrici, come, appunto, quella del Dipartimento di Prevenzione della Regione Veneto per la provincia di Verona.
In che consiste questa operazione a largo raggio? Il Servizio, che prende il nome di Operazione Agricoltura Sicura, parte dal presupposto che il T.U. 81/2008 ha recato una importante novità nel settore primario, in quanto per la prima volta si estendono le misure di sicurezza anche per i collaboratori familiari dei coltivatori diretti. Il Coordinamento Spisal di Verona, Legnago e Bussolengo ha avviato una vasta campagna di prevenzione degli infortuni.
Il progetto ha trovato valido sostegno in un tavolo tecnico insediato alla Prefettura di Verona, con la stipula di un Protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro- Settore agricoltura, con la presenza di tutti gli Enti istituzionali (Inail, Direzione provinciale lavoro, Inps), dei sindacati e del nuovo Ente bilaterale dell'agricoltura veronese (Enbiav), per il potenziamento della prevenzione, controllo e assistenza alle imprese agricole.
Un sistema che vuol estendere i controlli anche su strada (infortunio in itinere): una consistente aliquota degli infortuni si verifica infatti negli spostamenti tra casa e azienda e verso i centri di conferimento dei prodotti.Del Mar

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