In piazza. Granaio per il lavoro

CHIOGGIA. Tornano a sventolare in piazza le bandiere della Cgil dopo 20 anni. Buona la partecipazione al comizio organizzato ieri in piazza Granaio dal sindacato in occasione dello sciopero generale contro il precariato. In piazza giovani disoccupati, lavoratori con contratti a termine, lavoratori pubblici e pensionati.
Una platea eterogenea unita però nel chiedere misure di tutela più efficaci.
Sul palco oltre ai responsabili locali della Cgil, il segretario regionale dello Spi-Cgil Rita Turati che ha chiuso il comizio poco prima delle 12.
Gli interventi dei sindacalisti sono stati intervallati dal racconto di alcuni protagonisti diretti del mondo del lavoro.
Un pensionato, un lavoratore della scuola e un lavoratore pubblico hanno raccontato le loro esperienze e le loro perplessità.
Renzo Varagnolo, responsabile della Cgil di Chioggia, ha enumerato in un lungo elenco tutte le criticità economiche e occupazionali che sta incontrando da alcuni mesi la città: dalla crisi della pesca a quella dell'orticoltura, passando per le difficoltà del mondo turistico.
«E' stato bellissimo - racconta la Turati - rivedere a Chioggia sventolare le bandiere della Cgil. Oggi si è aperta una porta su Chioggia dopo 20 anni. La piazza non è enorme e quindi non possiamo parlare di folle oceaniche, ma la risposta al nostro appello è stata buona, siamo soddisfatti. In piazza abbiamo visto rappresentate tante tipologie di lavoratori e tante fasce d'età».
Oltre ai temi di caratura nazionale, approfittando della contingenza politica della città, in piena campagna elettorale per le elezioni amministrative, la Turati ha puntato su alcune questioni prettamente locali.
«I lavoratori hanno un'arma in più qui a Chioggia - spiega il segretario dello Spi-Cgil - devono pretendere dai candidati sindaco risposte chiare sui temi dell'occupazione e della tassazione. Non si possono avere sorprese all'indomani delle elezioni con l'applicazione di nuove tasse o balzelli di qualsiasi tipo.
Oggi i politici in campagna elettorale devono chiarire bene come intendono muoversi su questi fronti e gli elettori devono soppesare il loro voto in riferimento a queste indicazioni.
Non ci si può più permettere di sprecare voti. Sulla sanità ho chiesto uguale attenzione perché in epoca di tagli l'ospedale rischia di perdere posti letto e alcuni servizi oggi garantiti».
Elisabetta Boscolo Anzoletti

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