In novemila a caccia della casa su misura
Venerdì 26 Novembre 2010, TREVISO - Novemila famiglie trevigiane vorrebbero cambiar casa, ma non la trovano. Ossigeno puro per un settore, l'edilizia della Marca, in stallo, sprecato causa offerta inadeguata. Altro che sazietà da mattone: secondo una ricerca curata da Federico Della Puppa, dell'università Iuav di Venezia, e presentata ieri in un convegno promosso dalla Filca di Treviso (il sindacato degli edili della Cisl), la Marca esprime una domanda potenziale di 20mila abitazioni. In media, però, le compravendite effettivamente concluse non superano le 10-12 mila all'anno. Significa che circa 8 -9 mila possibili acquirenti non riescono a chiudere l'affare desiderato. La popolazione trevigiana sta crescendo: nel giro di dieci anni la provincia raggiungerà il milione di abitanti: bisogno di abitazioni ce n'è e ce ne sarà ancora molto - spiega Della Puppa -. Il problema è che in questi anni spesso si è costruito non per rispondere in modo corretto alla reale richiesta di mercato, ma proprio perché la crescita del mercato sembrava inarrestabile, solo con criteri di tipo speculativo, da parte di imprese improvvisate o immobiliaristi d'assalto".
Tanti, infatti, secondo i ricercatori, non riescono a comprare l'alloggio desiderato non solo per una mera questione di prezzi. Ma anche perché gli immobili disponibili non soddisfano le caratteristiche oggi richieste: ad esempio, il 42 per cento delle abitazioni costruite negli ultimi sette anni ha quattro o più stanze. Troppe per anziani, giovani coppie o, più semplicemente, per le moderne famiglie ristrette. Per non parlare di appartamenti non rispettosi dei nuovi principi di risparmio energetico o isolamento acustico. «Il tanto invenduto registrato è proprio la conseguenza di questa non risposta alle esigenze della domanda. Quell'invenduto, quindi, è anche di fatto invendibile - spiega Della Puppa -. Dobbiamo pensare a nuovi modelli di utilizzo, ad esempio destinandolo a locazione. Certamente rivendendo le aspettative di redditività della speculazione edilizia fatta dalle imprese in questo settore».
M. Zan.