In due anni chiuse altre 280 imprese nelle costruzioni
CRISI. L'analisi della Cassa edile Verona. Begalli: «Dopo la pausa estiva non c'è stata l'attesa ripresa»
L'emoragia del settore edile continua: negli ultimi due anni, da settembre 2010 a settembre 2008, sono scomparse 280 imprese e 813 lavoratori sono rimasti a casa. La Cig è aumentata del 72,4%, e le ore lavorare sono diminuite del 16,7%.
È quanto emerge dalla consueta indagine trimestrale della Cassa Edile di Verona, un osservatorio privilegiato sul settore dato che ne rappresenta l'ente di previdenza, erogando i contributi e la cassa integrazione, e che rilascia i Durc, gli attestati necessari a partecipare agli appalti pubblici.
«Come previsto non c'è stato alcun miglioramento con la ripresa delle attività dopo la pausa estiva», afferma in una nota il presidente di Cassa Edile Verona, Renzo Begalli, «e la cosa preoccupante è che i nostri dati sono relativi a quella parte di filiera emersa, che rispetta le norme previdenziali, fiscali, di sicurezza. Imprese che faticano a concorrere con pretesi imprenditori che operano al di fuori delle regole».
Che la crisi sia ormai un fattore strutturale lo evidenzia anche il numero di Durc, Documento unico di regolarità contributiva, rilasciato solo dalla Cassa Edile e che l'impresa deve necessariamente presentare per prender parte ai bandi di gara pubblici.
«Anche in questo caso però», continua Begalli, «la pratica delle amministrazioni di mettere le imprese in concorrenza tra loro sul prezzo con la "tecnica" del massimo ribasso mette in grave difficoltà le imprese che operano correttamente e la burocrazia certo non aiuta. Dal canto nostro, abbiamo fatto un accordo a livello veneto, per cui le imprese si possono spostare da una provincia all'altra, senza dover aprire nuove posizioni contributive con le Casse della provincia in cui aprono cantieri».
«Maggior legalità e trasparenza vuole dire maggior sicurezza per i lavoratori», dice il vicepresidente di Cassa Edile e rappresentante dei sindacati di settore, Mario Ortombina. «Si stanno mettendo i presupposti per la una riorganizzazione del settore che rappresenterà poi le fondamenta per una ripresa solida e stabile, a maggior ragione quando diventerà operativo l'Osservatorio delle Costruzioni».