In arrivo migliaia di nuovi lavoratori «Non ce n'è bisogno»
In arrivo migliaia di nuovi lavoratori «Non ce n'è bisogno» VENEZIA - In un momento in cui il Veneto conta già un 10%di clandestini (contro i 400 mila regolari) e 80 mila disoccupati, italiani e stranieri, nell'industria, il premier Silvio Berlusconi firma un nuovo decreto flussi che autorizza l'ingresso in Italia di altri 98.080 extracomunitari. Di questi, 52.080 sono lavoratori subordinati di Paesi che hanno sottoscritto con il nostro accordi di cooperazione, 30 mila sono stranieri sempre residenti all'estero destinati ai lavori domestici e gli altri sono immigrati che convertiranno il permesso per studio, per tirocinio e/o formazione, per lavoro stagionale e per soggiornanti di lungo periodo in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale. La quota regionale non è ancora stata stabilita, ma secondo le prime stime della Caritas in Veneto dovrebbero arrivare 10/12 mila extracomunitari, a meno che la percentuale destinata al territorio non ricalchi quella del decreto flussi 2007. Tre anni fa, su un totale di 170 mila nuovi ingressi in Italia, 53.946, cioè più di un terzo, furono assegnati al Veneto. «Ma all'epoca c'era bisogno di manodopera - ricorda Gianpaolo Pedron, vicedirettore di Confindustria - ricordo che la quota richiesta era di 30 mila stranieri, dei quali 12 mila stagionali, 4 mila domestici e il resto forza lavoro per le imprese. Negli ultimi tre anni, però, l'industria non ha più formulato alcuna domanda in tal senso, perchè non sente l'esigenza di altri dipendenti. La crisi ha indotto alla chiusura migliaia di attività e creato 80 mila disoccupati. Ciò nonostante il mondo del lavoro locale, inteso nella sua globalità, è riuscito a garantire il turn-over registrando, nel 2010, tra le 500 mila e le 700 mila assunzioni, una grossa fetta delle quali a tempo determinato o stagionale» . Insomma, non si sa dove piazzare i nuovi arrivati. «E' già difficile ricollocare i disoccupati- chiude Pedron- ai quali bisognerebbe dare la precedenza» . A dire il vero il decreto concede l'arrivo a stranieri già con il contratto di lavoro in mano, ma su questo punto lo scetticismo è d'obbligo. «Sappiamo che è una favola - avverte don Dino Pistolato, responsabile della Caritas veneziana - la realtà è che rischiamo di creare nuovi soggetti fuori dalle regole. Il decreto flussi in questo momento non era necessario, è una forzatura che si aggiunge alla fatica di aiutare i tanti disoccupati già seguiti a stento da strutture come la nostra» . Preoccupata anche la Cgil, che sta ricevendo decine di richieste di chiarimento da parte di datori di lavoro italiani e stranieri. «Non è possibile trasformare la politica sull'immigrazione in una tombola- dice Alessandra Stivali, delegata di Padova - stavolta i moduli vanno scaricati dal sito del ministero dell'Interno e reinviati compilati, sempre in rete, il 31 gennaio per i subordinati e il 2 febbraio per i domestici. I "clic-day"premieranno i più veloci» . M. N. M.