Imprese in Veneto primato padovano nonostante la crisi Male l’agricoltura, segni di ripresa per le costruzioni nell’analisi della Camera di commercio (dati Infocamere)

La crisi e il perdurare della difficoltà delle imprese ad accedere al credito bancario continuano a erodere la vitalità e la voglia di fare impresa del tessuto economico-produttivo padovano. La conferma arriva dai numeri statistici del rapporto sulla dinamica delle imprese operative in provincia di Padova al 30 settembre 2011, elaborato dall’Ufficio studi della Camera di Commercio di Padova sulla base dei dati del Registro Imprese di fonte Infocamere, e on line sul sito www.pd.camcom.it.

CALMA PIATTA. Guardando all’insieme dei settori si registra un limitato arretramento delle imprese operative (-0,1%) pari a -74 unità in valore assoluto rispetto alla situazione di un anno fa Tuttavia, escludendo l’agricoltura e quindi considerando solo le attività industriali e terziarie, il risultato nella provincia è migliore con un aumento del +0,7% pari a +551 imprese rispetto alla stessa data del 2010. Una dinamica, questa, pressoché in linea con le variazioni registrate per il Veneto (+0,6%) e l’Italia (+0,5%). Sulla variazione dello stock delle imprese attive influisce un saldo positivo tra iscrizioni e cancellazioni nei primi 9 mesi del 2011: per l’insieme dei settori, il saldo è infatti di +413 unità come effetto di 5.046 nuove iscrizioni contro 4.633 cessazioni.

PRIMI IN VENETO. Se la crisi impone una stagnazione rispetto al passato, va comunque fatto notare che il totale delle imprese operative nella provincia a fine settembre è pari a 94.283 unità, e questo trend mantiene Padova al primo posto nel Veneto con il 20,5% del totale regionale, seguita da Verona (19,6%), Treviso (18,4%) e Vicenza (17%).

AGRICOLTURA A PICCO. Continua a perdere colpi il mondo dell’imprenditoria agricola. E’ progressiva la diminuzione delle imprese in agricoltura (-3,9%, la maggiore in Veneto). Per l’industria la sostanziale stabilità della base imprenditoriale (+0,2%) nasconde però ancora una flessione nel manifatturiero (-0,7%), in cui tuttavia emerge una attenuazione del trend negativo del 2010 (-1,6%) con le diminuzioni maggiori nel legno-mobile, chimica e metalmeccanica. Si può parlare di «ripresina» per le costruzioni (+0,6%)? Difficile dirlo.

 

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