Impegnative ad personam. Così ci sarà concorrenza tra le case di riposo
Impegnative ad personam. Così ci sarà concorrenza tra le case di riposo
L'assessore alle politiche sociali, Remo Sernagiotto si prepara a mettere in competizione le case di riposo tra loro. Grazie alla effettiva possibilità di scelta affidata all'utente nell'individuazione della struttura migliore. L'assessore ha infatti sottolineato ieri - nell'incontro con la stampa - che per il prossimo futuro punta a una "riorganizzazione della procedura" per portare finalmente ad attuazione la modalità che prevede "l'impegnativa in capo alla persona". Nelle case di riposo «prima - ha spiegato Sernagiotto - c'erano 25 mila posti accreditati a fronte di 24 mila impegnative, non c'erano quindi margini di scelta per l'utenza». Ma le cose stanno cambiando: Sernagiotto ha confermato che prossimamente porterà all'attenzione della giunta regionale la deliberazione 115 - serve l'ok del Consiglio regionale - che aumenta di 6 mila posti quelli accreditati: «In tutto - spiega l'assessore - si arriverà a circa 34 mila posti». Si aprirà così sul serio la possibilità di scelta da parte delle persone e le strutture dovranno osservare una buona capacità di gestione rispondendo in modo puntuale alla legge regionale 22 del 2002 sull'accreditamento e le autorizzazioni delle strutture sociosanitarie. «Anche perché - ha concluso - dobbiamo dare risposte alle attuali 7.000/8.000 richieste di entrata giacenti nelle case di riposo che diventeranno molte di più nei prossimi anni». In ogni caso per quest'anno Sernagiotto destinerà 15 milioni ad un aumento del 2,5% della quota per le case di riposo. Sul fronte delle risorse in arrivo, l'assessore alle politiche sociali ha confermato la novità già annunciata: «Il problema dei 19 milioni mancanti in bilancio regionale e destinati al fondo indistinto destinato ai Comuni (quello che va ai disabili, ai Ceod, ecc.) sta, come avevo già annunciato, arrivando a positiva conclusione grazie al decreto "milleproroghe"». Nel provvedimento all'articolo 38, è previsto l'aumento del fondo indistinto nazionale da 75 milioni di euro a 275, «vale a dire 200 milioni di euro in più che per il Veneto significheranno appunto quei 18/19 milioni di euro necessari alla copertura di quella voce. Dando per certo che il consiglio regionale, in sede di approvazione del bilancio di previsione, aumenterà le politiche per la non autosufficienza attualmente di 668 milioni di euro - ha concluso - credo di poter dire che, alla fin fine, le politiche sociali venete saranno finanziate in modo robusto, com'era prima, forse più di prima».A.B.