Il welfare Luxottica si espande. E' all'esame di alcune imprese metalmeccaniche

BELLUNO. Il sistema del welfare adottato da Luxottica sta per essere esteso anche ad altre aziende della provincia bellunese. Ad avere interesse a questo sistema sono le imprese non solo dell'occhialeria, ma anche del metalmeccanico. L'idea è nata in considerazione del fatto che, facendosi la vita più dura e i costi sempre più elevati, le famiglie hanno bisogno di un aiuto più concreto, nel settore in cui la spesa è più elevata, come la sanità.
A dirlo è il responsabile dell'area relazioni industriali di Confindustria Belluno, Mario Del Picco.
Per il comparto dell'occhialeria questo sistema è contemplato nel contratto collettivo di lavoro. «Entro la fine di marzo sarò a Milano come rappresentante di Anfao per discutere sulla nascita dell'ente del Welfare, un ente che dovrà trovare le soluzioni per dare un aiuto specie nel campo dell'assistenza sanitaria o della formazione ai lavoratori. L'azienda si rivolge a una società specializzata che individua delle strutture da convenzionare a cui potranno rivolgersi gli impiegati di quell'impresa. L'esito è duplice: ridurre i costi aziendali e dare servizi», spiega Del Picco.
Ed è proprio partendo da questo che l'area relazioni industriali, cioè la parte sindacale di Confindustria, sottolinea come la crisi sia in flessione. «Lo si vede dal numero di richieste di intervento che ci sono arrivate. Nel 2009 le domande erano una trentina al giorno: arrivavano da aziende grandi e piccole che ci chiedevano come attivare la cassa integrazione o la mobilità (nel 2010 la richiesta di cig nel manifatturiero in provincia è calata del 31.4% rispetto al 2009). Poi, nel 2010, sono dimezzate e adesso, in questi primi mesi del 2011, la situazione si sta calmando. Anzi, devo ammettere che ora gli incontri che facciamo con i sindacati sono relativi per lo più ai premi di produzione, segno che qualcosa si sta muovendo».
Nel 2010, gli incontri sindacali sono stati circa 236 e hanno portato a 259 accordi; 238 sono state le vertenze aperte alla Direzione provinciale del lavoro. «Un numero elevato sia in un senso che nell'altro: testimonia di come la crisi fosse pesante nella nostra provincia», sottolinea Mario Del Picco, che conclude: «L'attività che svolgiamo è rivolta per lo più alle 500 imprese associate. Per le Pmi fungiamo da vero e proprio ufficio personale». (p.d.a.)

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