Il segretario «Il Veneto paga il crollo della domanda interna». Epifani: «I redditi del 2007 torneranno fra sette anni»

Il segretario «Il Veneto paga il crollo della domanda interna». Epifani: «I redditi del 2007 torneranno fra sette anni»
TREVISO - Sulla componente simbolica che una manifestazione della Cgil da 10 mila persone ha in una città come Treviso in molti ieri ci hanno letto il segnale che il modello nordestino va coraggiosamente ripensato. I numeri elencati dal palco, però, hanno anche detto che il simbolo è in questo caso anche sostanza e che il male da disoccupazione o cattiva occupazione è così pandemico rispetto alle categorie di lavoratori che il virus dell'influenza A al confronto è un dilettante. Dal microfono di Piazzetta Aldo Moro, di fronte ad una piazza dei Signori affollata come raramente si è visto, la conclusione del segretario generale, Guglielmo Epifani, è stata fin troppo chiara. «La capacità di reddito del 2007 non tornerà prima si sette anni. Ma nel 2014 le somiglianze con il tessuto produttivo di oggi saranno minime. Il Veneto, come le Marche, per adesso pagano la mancata compensazione delle esportazioni del crollo della domanda interna. Poi, se non vi sarà una progettazione seria e condivisa del modo di affrontare la crisi, come avviene nel resto della Ue, e del modello produttivo e di welfare che vogliamo, saremo destinati a camminare su terreni minati. Il governo non può concentrarsi solo sui conti pubblici. A Palazzo Chigi noi chiediamo comunque di portare a 16 mesi l'indennità di disoccupazione e di incrementarla, perché con 7/800 euro al mese non si vive a lungo». Per Emilio Viafora, numero uno della Camera del Lavoro veneta, l'idea del ministro del welfare, Maurizio Sacconi, di riformare gli ammortizzatori sociali a crisi terminata è «semplicemente bislacca. Equivale a somministrare la tachipirina a un malato quando la febbre è già scesa per conto proprio». Altra frecciata alla Regione Veneto.
«Non ci interessa a quale partito vada il presidente e quale candidato sarà scelto. Basta con la propaganda, non si tagli l'addizionale Irpef perché può servire per altre voci di spesa, come misure straordinarie a sostegno del lavoro». Un lavoro come quello di Angelica, «somministrata », che equivale a precaria, della pubblica amministrazione. Una manodopera senza incentivi, scatti di carriera o formazione. O quello di Davide, uno dei 300 senza impiego della Montefibre, società di Marghera che ha preferito aprire stabilimenti in Cina e in Spagna.
Gianni Favero

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