Il report. L'agenzia Veneto Lavoro: nuovo picco negativo a novembre. Occupazione, cresce l'allarme «Trentamila licenziamenti»

Il report. L'agenzia Veneto Lavoro: nuovo picco negativo a novembre. Occupazione, cresce l'allarme «Trentamila licenziamenti»
Espulsi dalle piccole imprese oltre 21 mila lavoratori

VENEZIA - Nel giorno in cui l'Istat corregge al rialzo le proprie stime sulla disoccupazione in Italia, l'agenzia Veneto Lavoro diffonde i valori aggiornati sulle ricadute della crisi sul tessuto produttivo regionale. Non si arrestano in particolare i licenziamenti, che nei primi undici mesi del 2009 sono stati oltre 30mila. Il fenomeno, che aveva segnato un rallentamento nei mesi di luglio e agosto, ha ripreso la propria corsa nei mesi autunnali: i nuovi inserimenti nelle liste di mobilità sono stati infatti a novembre ben 3.200, il secondo peggiore risultato dopo l'ultimo «settembre nero ». Dall'inizio dell'anno sono stati registrati più di 9.300 licenziamenti collettivi e oltre 21 mila licenziamenti individuali di dipendenti di piccole imprese, i più colpiti.
«Se confrontato con gli anni precedenti il numero dei licenziamenti raggiunge il massimo storico per il Veneto », nota Bruno Anastasia, responsabile dell'Osservatorio sul mercato del lavoro. «L'aumento del ricorso alla cassa integrazione ha ridimensionato gli effetti della crisi: i licenziamenti - aggiunge il responsabile dell'Osservatorio - avrebbero potuto essere molti di più». Il report mensile di Veneto Lavoro evidenzia che il ricorso complessivo agli ammortizzatori sociali è quintuplicato nel 2009 rispetto al 2008, sfiorando i 70 milioni di ore autorizzate. Un volume che supera già largamente quello quello osservato nel corso della crisi del 1993-1994. Il mese scorso le ore autorizzate in Veneto sono state oltre 10 milioni, record assoluto dall'inizio della crisi. Di queste, circa 6,7 milioni riguardano la cassa integrazione straordinaria. Anastasia puntualizza però che l'aumento del numero di ore di cigs «non deve far pensare che questa rappresenti necessariamente l'anticamera della mobilità per i lavoratori coinvolti, in quanto il dato - spiega - include anche la cassa integrazione in deroga».
Stabile invece il numero di imprese delle quali viene conclamata la situazione di difficoltà: nel mese di novembre sono in tutto 107, di cui 27 a Treviso, 25 a Padova e 22 a Vicenza, un livello simile a quello toccato negli ultimi mesi. La stima del numero di lavoratori coinvolti supera, però, quota 2.500. Dall'inizio dell'anno procedure di crisi concluse sono risultate oltre mille e i lavoratori potenzialmente interessati sono stati, stima Veneto Lavoro, più di 38mila.
Sergio Rosato, direttore dell'agenzia, pone infine l'accento sul crollo delle assunzioni da parte delle imprese venete, che colpisce in particolare i lavoratori precari: «Sempre più persone - ricorda Rosato - non vedono rinnovato il proprio contratto di lavoro a termine. Questi lavoratori - sottolinea - devono affrontare oggi un periodo di attesa molto più lungo, mentre in precedenza trovavano un altro impiego nel giro di pochi giorni».
Massimo Favaro

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