Il report sul lavoro: «Nuovi disoccupati, straniero uno su quattro»
Il report sul lavoro: «Nuovi disoccupati, straniero uno su quattro»
VENEZIA- Delle 65 mila persone che in tutto il Nord Est hanno perso il lavoro a causa della crisi, 17 mila sono straniere: il 26,3%. Un nuovo disoccupato su quattro, in pratica, è immigrato. Il rapporto si mantiene anche isolando i numeri del solo Veneto: dei 47 mila nuovi disoccupati all'ombra del Leone di San Marco, gli stranieri sono più di 11 mila, il 24.4%.
A diffondere queste cifre è la Fondazione Leone Moressa di Venezia, che sulla base delle elaborazioni Istat ha analizzato le dinamiche occupazionali degli immigrati nel Triveneto tra il giugno 2008 e il marzo 2010. Il dato sulla disoccupazione degli stranieri arriva proprio all'indomani dello stop all'immigrazione intimato da Luca Zaia: «Il Veneto non ha bisogno di una sola persona in più, ci bastano quelli che ci sono già» ha dichiarato lunedì il governatore, dopo che venerdì notte, a Padova, l'omicidio di due maghrebini spacciatori ha riportato la criminalità straniera alla ribalta delle cronache. Lo «slancio leghista» del presidente della Regione ha scatenato le reazioni delle imprese venete: costruttori e agricoltori non possono fare a meno della manodopera straniera, così come gli industriali e gli artigiani non intendono rinunciare alle figure specializzate provenienti dall'Africa e dall'India.
Dai ricercatori della Fondazione Moressa arriva, allora, un suggerimento: visto che gli stranieri senza lavoro rischiano di non poter rinnovare il permesso di soggiorno andando a infoltire le schiere degli irregolari, perché le imprese venete che hanno bisogno di manodopera non assumono proprio quegli immigrati colpiti dalla crisi? La tesi dell'Istituto veneziano proviene dall'incrocio dei dati Istat sulla disoccupazione con le previsioni Excelsior-Unioncamere sull'assunzione di lavoratori stranieri nelle imprese italiane, diffusi a fine agosto. Questi dati preannunciavano, per il Veneto, l'occupazione di circa 18 mila stranieri nel 2010, il 24.4% del totale delle assunzioni. «Dato che il 24% della nuova occupazione in Veneto sarà straniera, è auspicabile che questa apertura si traduca nell'assunzione dei soggetti colpiti dalla crisi», sostiene la Fondazione Moressa. Che spiega come le previsioni di assunzione, dato basato sulle intenzioni delle imprese, non siano in contrasto con i numeri Istat sulla disoccupazione, che invece fotografano una situazione oggettiva.
È però scettico, su questo punto, Roberto Rosato, direttore dell'agenzia regionale Veneto Lavoro: «I dati Excelsior hanno un fondamento scientifico dubbio. Già è difficile che un imprenditore possa fare previsioni sulle assunzioni in generale, figuriamoci se riesce a farne di specifiche sulla nazionalità del lavoratore. Certo, è plausibile che per certe mansioni meno qualificate il candidato sia immigrato, ma non è detto. Con la crisi, anche qualche veneto potrebbe accettare lavori che tempo fa non avrebbe nemmeno cercato. La domanda "chi vuoi assumere" va fatta se mai per regolare i nuovi flussi migratori, non tanto per gestire la disoccupazione a livello regionale» spiega Rosato. Che però condivide la necessità di riassorbire gli stranieri senza lavoro per evitare un aumento di clandestini. «Il problema vero, qui in Veneto, è che se questa disoccupazione straniera non viene arginata si rischia seriamente di andare ad alimentare l'economia sommersa e la clandestinità. Per il momento siamosolo all'inizio di questo fenomeno, certo è che se non si corre ai ripari la possibilità di precipitare in una situazione simile diventerà sempre più concreta».
E allora, che fare? «Bisogna smetterla di categorizzare la disoccupazione, opponendo quella italiana a quella straniera, quella giovanile a quella femminile. Bisogna affrontarla come un problema complessivo, con ammortizzatori sociali e politiche di rioccupazione che vadano bene per tutti».