Il punto su occupazione e crisi in un incontro con Acli, sindacati e imprenditori. Un giovane su quattro non lavora. Il comparto orafo è in ginocchio

A Rosà si è parlato di lavoro, con particolare riferimento al Bassanese. I lavori sono stati introdotti del presidente del Circolo rosatese delle Acli, Cristiano Rigoni, che ha sottolineato la crisi nei settori orafo, del legno e metalmeccanico. Un giovane su quattro non lavora e non studia. A livello nazionale si registra, però, la carenza di lavoratori in alcuni settori specifici: addetti alla mungitura delle mucche, pittori, panettieri, baristi e professioni pagate anche 2.500 euro al mese e ricoperte da immigrati.

Massimo Pantano, della Cisl di Bassano, ha ricostruito la base della crisi anche italiana, nata dal fallimento di grossi gruppi finanziari. Il mercato americano ha abbandonato la produzione italiana nel settore orafo e questo ha causato, nel Vicentino, la perdita di 2 mila posti di lavoro. Stessi problemi per l´argento. L´incertezza nei mercati mondiali crea problemi nella programmazione e costringe al ricorso alla cassa integrazione. Se lo sviluppo economico non cresce, diventa difficile pagare i debiti. A soffrire maggiormente sono le imprese che operano nel settore terziario. Va stipulato un patto generazionale, superando il dualismo fra il precariato giovanile e i pensionati, gli occupati ed i disoccupati, per dare una prospettiva ai giovani. I bilanci dell´Inps sono in attivo, grazie ai contributi dei precari, in genere giovani, che lavorano con contratto CoCoCo. L´imprenditore Carlo Brunetti ha fatto presente che l´economia italiana si trova sull´orlo del baratro. La speculazione finanziaria internazionale ha fatto dell´Italia terra di conquista ma di fronte all´emergenza si prospettano anche soluzioni positive: nuovo modo di lavorare, riscoperta del ruolo umano nel lavoro di team, produzione flessibile e innovazione.M.B.

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