Il provvedimento governativo ha messo in luce un fenomeno inatteso per aggirare il "decreto flussi". Analoga situazione a Treviso, Vicenza e Verona.Gli extracomunitari? Vogliono tutti le colf

Secondo la Cgil di Padova il 90% delle richieste di regolarizzazione per le collaboratrici domestiche viene da stranieri

Venerdì 2 Ottobre 2009, Nazionale - La regolarizzazione di colf e badanti porta una sorpresa: sono gli stranieri ad avere bisogno della colf. Alla Cgil di Padova, per esempio, il 90 per cento delle domande di datori di lavoro che volevano regolarizzare la "collaboratrice domestica" proviene da extracomunitari. Perché? Bastava essere immigrati regolarmente in Italia per poter assumere. E loro lo hanno fatto, badando a rispettare le etnie: i senegalesi assumevano i propri connazionali clandestini, i cinesi i propri, e così via.
Così la sanatoria di colf e badanti chiusa il 30 settembre è stata un modo per far emergere gli immigrati clandestini che lavorano in nero ma soprattutto ha potuto aggirare il "decreto flussi" che non permetteva più alcun ingresso. E gli immigrati ne hanno approfittato regolarizzando amici e parenti. Ma altri ci hanno guadagnato. Come l'agenzia del quartiere Arcella, sempre a Padova, la quale (come hanno scoperto "Le Iene" di Mediaset), si faceva pagare seimila euro dagli immigrati quando invece di euro ne bastano 500, quelli che lo stato ha stabilito servano per pagare i contributi dal primo di aprile al 30 giugno di quest'anno..
Fulvio Dal Zio, della segreteria della Cgil, racconta che sono stati 754 il mese scorso i "datori di lavoro" che hanno chiesto di fare emergere dalla clandestinità i propri dipendenti. Per le 250 colf abbiamo spiegato il meccanismo: domande fatte tutte da stranieri che riguardavano extracomunitari. Manco un italiano o un comunitario come i romeni. Il fenomeno nella città del Santo però non è stato registrato dalla Cisl. Il segretario, Adriano Pozzato, afferma che «abbiamo avuto 340 domande tra colf e badanti, il 90 per cento fatte da italiani che mettevano in regola per il 70% moldavi, per il 6% senegalesi e per il 5% nigeriani e ucraini».
Ma a livello regionale ambienti vicini alla Cisl rilevano la stessa situazione registrata dalla Cgil di Padova. E cioè che una parte significativa delle domande è stata presentata da stranieri che hanno messo in regola la colf, non la badante. E i territori dove il fenomeno si è registrato maggiormente sarebbero Verona, Treviso e Vicenza. C'è anche un altro aspetto importante da evidenziare che riguarda le badanti. Si stima che il numero delle domande presentate per la regolarizzazione siano più o meno la metà delle donne che effettivamente lavorano, che è come dire che quasi la metà delle badanti in Veneto resta "sommersa". «Sono mancate due cose - osserva Maurizio Cecchetto, responsabile delle politiche per l'immigrazione della Cisl - Da un parte norme più semplici per le famiglie; dall'altra incentivi che aiutassero il passaggio dall'illegalità alla legalità. Perchè una badante a tempo pieno costa circa 14 mila euro all'anno ma gli sgravi fiscali di euro ne valgono al massimo ottocento».
Treviso come Padova. La sanatoria nella Marca si ferma a 3.515. Pur non essendo ancora noti i numeri esatti, la maggioranza delle richieste di regolarizzazione riguarda le colf. Un dato che, secondo Franco Marcuzzo, responsabile dell'Anolf, associazione legata alla Cisl che si occupa di immigrazione, non fa che avallare i dubbi della vigilia: «Per le badanti è stato un flop - sottolinea - Come temevamo, la sanatoria da un lato è stata utilizzata solo da chi ha cospicue possibilità finanziarie, e dall'altro è stata un mezzo per sistemare altre posizioni lavorative». Per l'associazione dietro il gran numero di colf, infatti, si celerebbero molti immigrati impiegati in altri settori o disoccupati a caccia del permesso di soggiorno. E che per ottenerlo ricorrono a datori di lavoro fittizi: un parente compiacente o, addirittura, prestanome italiani a pagamento. Tanto da far sospettare un vero "mercato dei padroni", con tariffe da 3 ai 5 mila euro per farsi assumere.
Vicenza invece fa registrare un'inversione di tendenza. «Rispetto al decreto flussi 2007, con la sanatoria che si è chiusa mercoledì scorso abbiamo raccolto molte più domande vere di lavoro - osserva il responsabile del patronato Cgil Inca, Giacomo Toffanin - In tutto abbiamo raccolto solo 449 domande, meno di quante ne erano state previste, ma più di metà, cioè più di 250, riguardano badanti, mentre sono meno di 200 quelle per le colf».
In Friuli la sanatoria badanti, almeno in provincia di Pordenone, si chiude a metà del guado. Nel senso che solo il 50% delle famiglie ha risposto all'appello della regolarizzazione. Dai primi dati, sembra che le domande più numerose (la stima è dell'80-90%) siano per le badanti, mentre appare marginale la richiesta di stranieri di mettere in regola come colf altri stranieri privi di permesso di soggiorno.
Mauro Giacon (Hanno collaborato Enrico Soli, Mattia Zanardo)

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