Il presidente Panettoni annuncia «tolleranza zero contro chi danneggia l'immagine della città». «Licenziati, senza pietà». Anche i sindacati per la linea della fermezza totale.

Il presidente Panettoni annuncia «tolleranza zero contro chi danneggia l'immagine della città». «Licenziati, senza pietà». Anche i sindacati per la linea della fermezza totale.
Li tenevamo d'occhio da settembre, la nuova tecnologia ci permette di scoprili grazie ai controlli incrociati.

«Non appena ci daranno i nomi degli indagati, avvieremo subito le procedure di licenziamento: la tolleranza è zero nei confronti di dipendenti che causano danni economici e di immagine alla città intera, che non può permettersi simili scandali».
Il presidente di Actv Marcello Panettoni commenta così l'ennesima inchiesta che - in pochi mesi - ha coinvolto bigliettai Vela, società dell'azienda: spudorati, ingordi e stupidi nel pensare di farla in barba alla tacnologia.
Perché è vero che non c'è ancora traccia di telecamere anti-ruberie nelle biglietterie - approvate anche dai sindacati, dopo l'inchiesta che l'anno scorso portò al licenziamento di 7 bigliettai, ma ancora in gara d'appalto per 70 pezzi - ma sono quotidiani i report su numero di biglietti imob venduti e (in questo caso) alzate di sbarra per far passare le auto, al Lido e Tronchetto. Come ci sono i contatori di passeggeri sugli autobus. Anche i tornelli ai nuovi terminal di navigazione - entro l'estate - avranno questo scopo.
«E pensare che quando sono arrivate le telecamere di Striscia noi sapevamo che ben altro era in corso, ma eravamo tenuti al segreto d'indagine», prosegue Panettoni, «perché questi comportamenti truffaldini vengono sbugiardati proprio dalla nuova tecnologia, che permette controlli incrociati: ci siamo così accorti a settembre che non c'era corrispondenza tra il numero di biglietti venduti e le alzate della sbarra e così abbiamo presentato denuncia. Siamo indignati da comportamenti che proseguono nonostante le inchieste di magistratura e giornalistiche, facendo male alla città, all'azienda, ai lavoratori onesti. Procederemo senza pietà».
Il fenomeno illegale si fa, infatti, piuttosto grave: i sei bigliettai di ieri, si aggiungono ai sette colleghi licenziati dopo essere stati ripresi a vendere biglietti da 2,50 euro per 6,50 e ai due allontanati (uno dimessosi, l'altro licenziato) dopo essere stati pizzicati dalle telecamere di Striscia a far la cresta sui resti ai turisti. «La tecnologia all'avanguardia è fondamentale perché non si verifichino truffe ai danni di chi paga regolarmente il biglietto», commenta Alessandro Bares, presidente di Vela, «ma bisogna che la popolazione - residente e non - sia sensibile, per creare una sorta di controllo sociale che denunci ed emargini ogni cattivo operato».
Anche i sindacati sono sorpresi e amareggiati dal ripetersi degli episodi: tutti concordano nel dire che queste truffe danneggiano l'immagine di Venezia e di un'intera categoria di lavoratori che, per colpa di gravi casi isolati, rischiano di essere etichettati come «disonesti».
«Mi meraviglio di come un altro lavoratore dell'Actv abbia pensato di vendere biglietti falsi dopo l'analogo episodio di qualche mese fa», dice Gianpietro Antonini, di Rdb Trasporti, «per atti di questo tipo non c'è alcuna giustificazione, così come per i recidivi. Trovo che sia da stupidi: la città ne è già stata molto danneggiata e non merita di scalfire la sua immagine con le prese in giro». Marino Deterlizzi, segretario della Cisl-Trasporti prende le distanze: «Noi siamo dalla parte dei lavoratori onesti e abbiamo fiducia nella Magistratura. Vicende come questa inducono l'opinione pubblica e la stessa azienda a fare di ogni erba un fascio, con il rischio di minare l'operato dei dipendenti che svolgono il loro lavoro in regola. Non è solo la città a rimetterci, ma anche la stessa immagine dell'Actv». La Cgil annuncia inoltre che è in corso la trattativa con l'Ispettorato del Lavoro per installare le telecamere alle biglietterie nel rispetto della legge sulla privacy dei lavoratori. «Un lavoratore che stampa biglietti falsi e li rivende, purtroppo, fa pensare a una truffa organizzata», afferma invece Claudio Mennella, segretario del sindacato Faisa Cisal, «in questo caso non c'è nemmeno l'ipotesi dell'errore che si può verificare nelle biglietterie. Spero che l'azienda prenda provvedimenti esemplari. E' inammissibile che avvenimenti si ripetano». E della stessa idea sono anche Sebastiano Costalonga e Lorenzo Boscolo dell'Ugl: «Ribadiamo da sempre che vanno aumentati i controlli e colpiti i truffatori. A queste persone vada applicata la massima sanzione e l'azienda si guardi bene dal reintegrarli nell'organico. Chi sbaglia va colpito, imbrogliare in questo modo è vergognoso».
Roberta De Rossi e Silvia Zanardi.

Vedi anche...