Il piano di ristrutturazione. L'azienda che veste Valentino Rossi. A casa in ottanta. «Ma la Dainese resta a Molvena»
Il piano di ristrutturazione. L'azienda che veste Valentino Rossi. A casa in ottanta. «Ma la Dainese resta a Molvena»
Sarà trasferito in Tunisia il reparto delle confezioni «Veniamo da un anno in cui il fatturato delle moto è calato del 40%. Ma noi continuiamo a investire»
Dunque la Dainese scappa dall'Italia, da Vicenza, da Molvena? «Ma non ci pensiamo nemmeno - sbotta Lino Dainese, fondatore e presidente dell'azienda vicentina che veste da capo a piedi Valentino Rossi -. Il cuore e il cervello della nostra impresa sono e resteranno qui».
Sì, però diverse braccia se ne andranno. I sindacati hanno sottoscritto un accordo di ristrutturazione che prevede, a regime, il taglio di 80 lavoratori sui 250 attualmente in forza a Molvena, e il contestuale trasferimento del reparto confezioni in Tunisia, nello stabilimento del gruppo che già impiega 500 persone. Ecco perché la notizia è passata come fuga da Molvena, tra l'altro patria anche della Diesel di Renzo Rosso, in procinto di aprire a Breganze.
«Questa azienda - riconosce Dainese - è nata ed è potuta svilupparsi grazie all'apporto fondamentale delle cucitrici di Molvena. Ora i tempi sono cambiati ma alcuni figli di quelle cucitrici si sono laureati e sono entrati in questa azienda come ingegneri. E in futuro la progettazione, lo studio, l'innovazione saranno potenziate, in vista delle nuove sfide che andremo a raccogliere sul mercato».
«Purtroppo la congiuntura negativa ha avuto conseguenze importanti sulla nostra produzione - spiega l'amministratore delegato, Franco Scanagatta -. Se il fatturato delle settore moto oltre i 300 di cilindrata ha conosciuto un crollo del 40 per cento, era inevitabile attendersi una ripercussione anche sui nostri prodotti. I nostri concorrenti, tra l'altro, operano in Cina e in altri paesi asiatici da diversi anni mentre noi abbiamo sempre preferito mantenere qui il controllo. Dirò di più, noi abbiamo fatto il percorso contrario, portando dall'Asia alla Tunisia, dove è più semplice garantire qualità e controllo».
Morale della favola, i sindacati hanno condiviso la strategia dell'azienda e hanno apposto la firma in calce a un piano che prevede la cassa integrazione a rotazione per 120 lavoratori per 12 mesi, al termine della quale è prevista la mobilità per 80.
«Noi vogliamo tornare velocemente ai livelli degli anni migliori - sostiene Dainese - ma per farlo dobbiamo rubare quote di mercato ai concorrenti. Per farlo è necessario partire con questa ristrutturazione, senza dimenticare che proseguiremo con gli investimenti legati, per dirne una, alla tuta con airbag».
I risultati economici, nonostante la crisi, sono però positivi. «Il nostro ebitda chiude a 10 milioni - rivela Scanagatta - e per quel che riguarda il nostro indebitamento, vorrei ricordare che è stato fatto per avviare degli investimenti che stanno dando ottimi risultati. Penso, per esempio, alle acquisizioni di Mavet e Agv, che fatturano rispettivamente 4,5 e 27,3 milioni di euro, per un totale di gruppo che si mantiene sopra i cento milioni di euro».
Marino Smiderle