Il no di Pomini resta isolato vertici regionali favorevoli. Il leader veneto della categoria "apre" al colosso dell’arredamento: «Siamo per l’impresa viva. Nessuna concorrenza da parte nostra»
Mercoledì 19 Ottobre 2011, Treviso - Se dalla Marca chiudono, dal regionale aprono. O quantomeno lasciano uno spiraglio. Il presidente della Confcommercio del Veneto, Massimo Zanon, guarda con favore all'insediamento di un nuovo Ikea a Casale sul Sile.«Quello in cui opera il gruppo svedese è proprio un settore a sè con regole a parte rispetto al settore del commercio - conferma il n. 1 degli imprenditori veneti del terziario - Noi non abbiamo niente in contrario all'investimento Ikea, che ha una propria cultura d'impresa e non ha concorrenti diretti. Non ci sogniamo di fare ostruzionismo nei confronti di un colosso come Ikea».
Ben più preoccupato si era detto l'omologo trevigiano di Zanon, il leader della Confocommercio provinciale Guido Pomini: «L'offerta commerciale in Veneto è già di gran lunga superiore alla domanda: non ne serve certo altra. Su questo sono tutti d'accordo», aveva ribadito Pomini di fronte alla prospettiva di una nuova struttura da 35mila metri. Ma all’Ascom regionale non sembrano avere troppe perplessità: «Noi siamo favorevoli all'impresa 'viva', certo non a quella 'morta', a patto però che siano rispettate le regole». Su un punto, Zanon e Pomini concordano: occorre evitare ulteriori cementificazioni. «Ma se qualcuno viene qui nel nostro territorio - precisa il leader regionale - fa un investimento importante, e, possibilmente, recupera anche dei vecchi capannoni abbandonati dove erano già preesistenti altre attività, senza distruggere altri campi di mais, noi siamo ben contenti».
La possibile creazione di nuova occupazione alletta anche i sindacati: «In una fase di crisi, siamo ben soddisfatti che un'azienda come Ikea, con le garanzie sindacali che adotta, venga a investire nella regione con la creazione di 1.300 posti di lavoro», nota Adriano Filice, segretario generale della Filcams Cgil Veneto. L'organizzazione, però, frena sulla proposta di un aumento delle aperture domenicali nei centri commerciali.