Il ministro: "La Tav veneta non è certa"

Il ministro: "La Tav veneta non è certa"
Una settimana dopo la firma, Matteoli gela tutti. E le categorie sono già in rivolta

VENEZIA - Tav, il governo ci ripensa e dichiara che l'opera costa troppo, tanto che appare impossibile fare previsioni sul futuro. La sentenza arriva in Veneto nel primo pomeriggio, mimetizzata nelle parole del ministro dei trasporti, Altero Matteoli in un'agenzia che da conto dell'intervento del ministro stesso durante la presentazione del piano di investimenti delle ferrovie dello Stato. Matteoli conferma gli impegni di Palazzo Chigi sul "Terzo valico" Milano Genova e sulla tratta "Torino Lione" ma, quando è il momento di parlare della ferrovia Alta Capacità/Alta Velocità, più comunemente detta "Tav" , fra Milano e Venezia usa un'espressione che pare estratta da un freezer. "I costi sono notevolissimi - afferma - e non si può dire di avere la certezza economica che l'opera verrà realizzata" . Talmente inaspettata e paradossale che l'assessore regionale veneto di reparto, Renato Chisso, nemmeno si preoccupa ritenendola niente più che uno scivolone verbale in un momento di scarsa concentrazione del ministro. "Si, ho letto le agenzie- dice soltanto- ma pensiamo che si tratti di una svista. Non più tardi di una settimana fa Matteoli, con Berlusconi ed altri ministri, ha sottoscritto con la Regione Veneto un accordo di programma in cui la Tav è ritenuta opera di preminente interesse nazionale. Per cui si tratta certamente di uno sbaglio, noi andiamo avanti normalmente secondo i piani concordati" . Se Chisso è tranquillo e serafico, almeno all'apparenza, non altrettanto si può dire di Luigi Schiavo, presidente di Ance Veneto e fra i promotori, giusto sette giorni fa, a Casale sul Sile, assieme a Confindustria, di un convegno dal titolo "La Tav ce la facciamo da soli" . In quell'occasione gli imprenditori veneti avevano illustrato la possibilità di costruire un sistema di finanziamenti privati che permettesse di integrare le insufficienti risorse pubbliche disponibili. "Se oggi Matteoli parla così vuol dire che urge far chiarezza. Occorre dire una volta per tutte che ruolo ha la linea ad Alta Velocità Milano-Venezia-Trieste nel quadro delle priorità di sviluppo infrastrutturale di questo Paese. Una chiarezza doverosa per l'impegno che le imprese del territorio intenderanno attuare in termini di programmazione e di investimento. Come costruttori non ci tiriamo indietro rispetto alla disponibilità data e andiamo avanti con il nostro progetto" . Ancora più preoccupato, soprattutto per quello che si può leggere fra le righe delle parole di Matteoli, è Franco Miller, consigliere delegato per le infrastrutture di Confindustria Veneto. "Mi auguro che Chisso abbia perfettamente ragione nel classificare le dichiarazioni del ministro come uno sbaglio. Però sono scritte nero su bianco in lanci d'agenzia, non sono chiacchiere da caffè. Personalmente a questo punto mi sorgono molti dubbi e molte perplessità, vuol dire non tenere nel minimo conto la nostra idea di Casale. Sarà che politicamente a Roma non ci sappiamo far valere, ma qui c'è la solita impostazione di un Nordest periferico rispetto ai principali assi di sviluppo del paese" . Gianni Favero

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