Il legno sta affondando
Atri 75 lavoratori in cassa integrazione. Ora sono a quota 225. Uno "tsunami" su tutto il distretto
Venerdì 1 Aprile 2011, Padova - Le casse integrazioni sottoscritte mercoledì erano 150. Altre 75 sono state firmate ieri. E lo tsunami degli ammortizzatori sociali non accenna a diminuire il proprio impeto. L'onda sta dilavando quel che resta del distretto del legno di Casale di Scodosia e di Montagnana, dove non passa giorno senza che le sigle sindacali e le associazioni di categoria sottoscrivano l'avvio di qualche nuova cassa integrazione. Le agende sono fitte e già a partire da martedì le parti si ritroveranno per nuove cigs in deroga: 50 sono previste per la prima tornata, seguite da altre 40 mercoledì. In totale sono a disposizione circa 220 giornate lavorative «ammortizzate» per ogni lavoratore, il che porta la scadenza media delle cigs tra fine agosto e settembre. In quel momento, data la situazione attuale, gran parte verranno prorogate al 31 dicembre. È accaduto però l'anno scorso che una quarantina di dipendenti di varie aziende, avendo già usufruito dell'intero pacchetto all'inizio di dicembre, siano stati licenziati prima della fine dell'anno. Il trend occupazionale del comparto della Sculdascia e del montagnanese è negativo ormai da tempo. Dati diffusi dai sindacati sottolineano come il distretto occupasse 1500 persone nel 2000. A undici anni di distanza la cifra è scesa a 1000, con centinaia di cassintegrati. Alcune ditte, più solide e strutturate di altre, hanno trovato ultimamente uno sbocco sul mercato russo. I prodotti vengono esportati nei Paesi dell'ex Unione Sovietica, ma si tratta solamente di poche eccezioni. «Ormai il distretto - fanno sapere dalla Cgil - è un leopardo nero con pochissime macchie chiare, tutto il contrario di quel che dovrebbe essere. Manca un progetto industriale di rilancio dell'intero comparto è a questo punto è chiaro che deve arrivare un intervento forte da parte della politica».