Il grande "flop": badanti e colf restano sommerse

La previsione era di 70 mila domande in Veneto e Friuli, si arriverà a fatica a 20 mila. Perchè metterle in regola costa troppo

Domenica 27 Settembre 2009, Nazionale - Le badanti fanno "flop". O meglio fa in parte cilecca la legge varata per consentire alle donne straniere, impiegate in nero e clandestine, di emergere dal loro stato di invisibilità statistica, retributiva e previdenziale. Ad agosto, quando iniziò l'iter che si concluderà il 30 settembre, era stato annunciato un assalto di almeno mezzo milione di persone, con una cifra finale addirittura di 700-750 mila domande in tutta Italia. Tra Veneto e Friuli almeno 70 mila. Salvo impennate delle ultime ore, siamo a 183 mila domande già inviate, mentre sono 236 mila i moduli totali richiesti.
L'assalto non c'è stato. L'esercito si è dimostrato molto più esiguo di quanto si credesse. Il che non significa che le donne impiegate senza copertura previdenziale siano meno di quanto sia stato stimato. Probabilmente hanno preferito non dichiararsi. E i loro datori di lavoro hanno preferito scegliere il sommerso, anzichè quello più oneroso che comporta contratti, regole e contributi.
Si può stimare che in Veneto le domande presentate, tra badanti e colf, siano circa il 10 per cento del totale, ovvero 18-19 mila (e tra queste 7-8 mila badanti se viene rispettata la media nazionale). Insomma, alla fine verrà superata di poco la soglia delle 20 mila unità. E a Nordest restano decine di migliaia di clandestine.
Che si sia trattato di un flop non ha dubbi Maurizio Cecchetto, segretario Cisl del Veneto con delega all'immigrazione. Come leggerlo? «Il flop è innanzitutto sulla quantità, perchè si arriverà ben sotto i numeri attesi e dichiarati dalle stesse fonti governative. Ma anche sulla tipologia, visto che le badanti sono la parte minore dei lavoratori sanati. E quindi sono molto più basse le previsioni di entrate per l'Inps e per lo Stato, attraverso i 500 euro del forfettario, i 120-180 euro per il permesso di soggiorno e i contributi previdenziali da luglio in poi».
Uno degli obiettivi era anche quello di svuotare le liste di attesa relative al Decreto flussi 2008. Solo 18 mila richiedenti hanno specificato di rinunciare al posto del decreto-flussi, mentre 164 mila non lo hanno indicato e c'è da ritenere che non avessero presentato domanda nel 2007.
Cecchetto critica il governo. «Siamo ben lontani dai risultati che molti, ministeri compresi, si attendevano con la sanatoria per colf e badanti, raffigurate, nei depliant governativi con la silhouette di Mary Poppins. La misura di legge era stata messa in opera nell'auspicio di ottenere più di un risultato: tranquillizzare le famiglie sulle quali è calata la spada di Damocle delle nuove norme anticlandestini (che colpisce anche chi dà loro lavoro e ospitalità), ridurre il numero degli irregolari e recuperare risorse fresche utili per il risanamento dei conti pubblici».
Il sindacato individua una prima causa nelle «regole insensatamente molto restrittive, come ad esempio l'obbligo di un rapporto di lavoro in essere dall'1 aprile 2009 alla data di presentazione della domanda. La minaccia di pesanti penalizzazioni per chi dichiara cose false ha fatto il resto». La seconda è dovuta al fatto che l'emersione può avvenire solo se il datore di lavoro è d'accordo. Il solo dipendente non può far nulla. «Se i numeri non migliorano - conclude Cecchetto - chiederemo modifiche alle regole e una proroga dei tempi. E' impensabile che nella nostra regione ci si ritrovi ad ottobre con decine di migliaia di lavoratori immigrati, domestici o meno, irregolari e migliaia di famiglie datori di lavoro perseguibili penalmente».
I patronati Inca della Cgil avevano predisposto una vera task-force. Non serviva. «A metà settembre le pratiche concluse o avviate erano solo 2.000 - spiega il responsabile regionale Walter Cavasin - un terzo di quelle che attendevamo. È un fenomeno difficile da capire. Ma sicuramente influisce il costo. Una badante con 54 ore alla settimana costa 1.200-1.300 euro a una famiglia. E con una pensione, ma neppure con le normali pensioni di due coniugi si può far fronte a una spesa del genere». Qual è la morale? «In Veneto non ci sono i soldi per far fronte a una spesa che in un anno raggiunge i 14-15 mila euro. Manca il contesto di un "welfare" - da parte dello Stato e della Regione - che aiuti i cittadini». Anche per questa ragione sono state regolarizzati molti contratti colf per le quali bastano 20 ore alla settimana. E i contributi da pagare sono minori.
Giuseppe Pietrobelli

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