«Il governo paghi i debiti con le aziende»
Bortolussi (Cgia): Umberto Ventura era una brava persona, vittima del meccanismo perverso di chi lavora e non incassa
Del caso drammatico di Umberto Ventura, l'imprenditore suicidatosi nella sua abitazione della Sacra Famiglia martedì pomeriggio, aveva sentito parlare anche il segretario della Cgia di Mestre e consigliere regionale veneto Giuseppe Bortolussi. «Il fattore scatenante della tragedia è legato alla impossibilità di non poter ottenere i crediti vantati – dice Bortolussi –. Umberto Ventura era una brava persona divenuta vittima di un meccanismo bestiale e perverso: aver lavorato, ma non poter riscuotere quanto dovuto. In casi come questo ci si sente impotenti e soli, perché, a ragione, si ritiene di avere diritto a essere pagati. Invece non accade. E allora monta la rabbia e la sensazione di impotenza che purtroppo a volte sfocia in gesti estremi e drammatici». Per cercare di aiutare le piccole imprese che vantano crediti con gli enti pubblici, il governo-Monti ha deciso di stanziare un fondo di 5,7 miliardi di euro. Un provvedimento a cui il presidente della Cgia plaude, pur ritenendolo non ancora sufficiente a risolvere i problemi delle imprese. «Non è esaustivo, ma se non altro è un primo passo che dimostra la serietà di questo Governo – osserva Giuseppe Bortolussi – il fatto è che gli imprenditori italiani avanzano dallo Stato crediti per oltre 70 miliardi di euro». A muoversi sono anche le pubbliche amministrazioni che stanno siglando degli accordi direttamente con le banche per agevolare i pagamenti verso le imprese. «So di un'operazione che sta coinvolgendo un grande istituto bancario assieme a doversi enti locali – continua il consigliere regionale – la banca liquida i crediti degli imprenditori e poi si fa rimborsare dagli enti pubblici applicando un tasso di interesse molto basso. Anche questa può essere una soluzione valida. L'importante, però, è che lo Stato cominci a pagare i suoi creditori». Sul caso-Ventura intervengono anche la parlamentare leghista, Paola Goisis e il vice presidente della Provincia, anche lui della Lega Nord, Roberto Marcato. «Siamo di fronte a una vera e propria emergenza – ripete la parlamentare leghista – e come tale deve essere affrontata. Visto che il governo Monti ha imboccato la strada della pressione fiscale, propongo un tavolo tecnico del nostro territorio che riunisca imprese e artigiani per cercare un dialogo con le banche ed Equitalia (le due realtà che stanno generando maggiori tensioni) e da questo incontro trovare delle soluzioni concrete». Parole alle quali si aggiungono quelle di Marcato: «Lo Stato deve al più presto cambiare atteggiamento. Serve una tregua con il Nordest produttivo. Le aziende che avanzano denaro dallo Stato o dagli enti locali, per esempio, dovrebbero avere la possibilità di procrastinare il pagamento delle tasse al momento in cui il debitore pubblico salda». Matteo Bernardini