Il giornalista economico al dibattito organizzato da Cisl Verona nella sede dell'Ater. Turani: «Il capitalismo durerà»
Il giornalista economico al dibattito organizzato da Cisl Verona nella sede dell'Ater. Turani: «Il capitalismo durerà»
E così grave la crisi? Perché ci siamo finiti dentro? Come mai dura tanto? E, soprattutto, quando e come se ne uscirà? Queste alcune delle domande che gli italiani si pongono e alle quali cerca i rispondere Giuseppe Turani nel suo ultimo libro W il capitalismo.
Il libro è stato presentato ieri, nell'auditorium dell'Ater, in un confronto tra il segretario provinciale della Cisl Massimo Castellani, Giuseppe Turani editorialista di Repubblica e direttore del mensile Uomini e Business e il pubblico.
Mentre si dibatte e sulle misure per fronteggiare l'emergenza, tutto sembra ruotare intorno a un tema: il capitalismo ha i giorni contati? Tanti sostengono che bisogna pensare a una «terza via», a qualcosa che non sia il vecchio comunismo, ma nemmeno il capitalismo rampante degli anni Novanta. E allora ci si domanda in quale tipo di mondo saremo proiettati quando usciremo dalla crisi. Secondo molti sarà un mondo in cui lo Stato, tanto a Est come a Ovest, avrà un ruolo centrale di indirizzo e guida, visto che il mercato ha portato a guai planetari. Per altri, sarà un mondo finalmente «verde», con meno consumismo, più pale a vento, pannelli solari e auto elettriche. «Nulla di tutto questo», afferma Turani «Il mondo non è morto e il capitalismo durerà ancora molto più di quanto si creda. Il mondo crescerà più lentamente, ma la crescita sarà inarrestabile,Quello che mi preoccupa è che a un anno e mezzo dall'inizio della crisi non siamo in grado di quantificare quanto è il marcio che c'è nelle banche e nella finanza internazionale. È questo che determina una situazione di incertezza nel consumatore. Non sapere ancora cos'è successo».
E la finanza cambierà? Per Turani «la finanza futura non sarà molto diversa da quella che è fallita. C'è da pretendere che sia più attenta e misurata. Per questo però dovrà giocare un ruolo minore nella crescita del mondo».
E.CO.