Il dossier: 30mila case invendute
Almeno 30.000 edifici - palazzi e abitazioni - rimasti vuoti: un macigno sull'astittico mercato immobiliare. L'invenduto dell'edilizia della Marca assume dimensioni «monstre». Prezzi alti? Non solo. Uno studio inchioda i costruttori: soluzioni superate e scelte sbagliate. «I costruttori hanno edificato troppo, con soluzioni ormai superate e alzando eccessivamente i prezzi. Per quequesto lo stock di invenduto rimarrà per sempre senza compratori». Federico Della Puppa, docente allo Iuav, ha curato il dossier sull'edilizia abitativa a Treviso, presentato ieri a «Quale casa per il futuro», convegno promosso dalla Filca-Cisl. «Finora il mercato ha guardato alle sole famiglie con reddito elevato, senza considerare le nuove famiglie, con meno componenti e redditi medi di 30.000 euro l'anno. A loro si vorrebbero proporre case con 3 camere e prezzi fino a 300.000 euro - ha rilevato Della Puppa - Siamo fuori misura, sono case che non avranno mai compratori, ci si è dimenticati dell'evoluzione della società». Soluzioni? Della Puppa ne ha una drastica: demolire le vecchie case inefficienti sul piano del risparmio energetico, e ammodernare l'invenduto. Intanto le vendite calano del 20%; la popolazione si dividerà presto tra anziani - il 25%, nel 2020 - e giovani con lavori flessibili o precari. «Le nuove famiglie? Ceti medi, single, anziani, soli o in coppia, ma anche nuclei in cerca di abitazioni migliori per qualità - ha aggiunto Francesco Orrù, segretario della Filca Cisl - che devono poter scegliere forme innovative e più razionali di alloggi e socialità. In Europa c'è il co-housing per le giovani coppie, arrivano nuclei insediativi ecosostenibili, alloggi protetti per anziani...». Sfide che Orrù ha lanciato a politica e mercato trevigiani. Il Piano Casa? Non è bastato a rilanciare il sistema. «Premiava più i proprietari di case singole che non chi aveva difficoltà a comprar casa - è stato detto - senza contare la difficoltà per le imprese di accedere al credito e le insolvenze delle pubbliche amministrazioni per il patto di stabilità». E i costruttori? «Non possono più divorare territorio e pensare di guadagnare come una volta - aggiunge Della Puppa - va lanciato un nuovo welfare, Provincia e Regione cambino programmazione». «Vogliamo monitorare la situazione - ha concluso Orrù - con un tavolo permanente con l'Ance». (e.l.t.)