Il curatore: «Gasparini vicina alla vendita». L'asta è andata deserta, ma ci sono contatti per la cessione

Il curatore: «Gasparini vicina alla vendita». L'asta è andata deserta, ma ci sono contatti per la cessione
ISTRANA. «Nonostante l'esito negativo dell'asta per la Gasparini, ritengo ci siano spiragli che potrebbero portare a breve alla vendita dell'azienda». A dirlo è il curatore fallimentare Riccardo Pucher Prencis, che sta traghettando l'azienda di presse e cesoie in questo momento di crisi. Entro lunedì scorso in tribunale sarebbero dovute pervenire le offerte per l'acquisizione della ditta di via Filzi. L'apertura delle buste era prevista per martedì. Nei mesi scorsi il curatore aveva ricevuto un numero significativo di manifestazioni di interesse da parte di potenziali acquirenti dell'azienda che avevano studiato attentamente la situazione economica e di mercato della Gasparini, anche raccogliendo dati e informazioni presso dipendenti e clienti. «Questa attività - fa sapere il curatore - è proseguita fino a poco prima della gara e lasciava prevedere uno sbocco positivo della situazione fin da questo primo tentativo». Al momento di formalizzare l'offerta, tuttavia, nessuno dei possibili acquirenti si è esposto, facendo così andare l'asta deserta. «Probabilmente questo vuole essere un tentativo per innescare un gioco al ribasso - continua il commercialista Riccardo Pucher Prencis - oppure è una scelta che nasce dalla non condivisione di alcuni contenuti del bando. Uno dei potenziali acquirenti che si erano informati attentamente sulla situazione della Gasparini, tuttavia, mi ha fatto pervenire una manifestazione di interesse, formulata in modo diverso rispetto all'offerta contenuta nel bando scaduto. Anche altri segnali che ho raccolto in queste ore mi fanno essere prudentemente ottimista sull'esito della trattativa». L'asta deserta ha allarmato non poco i sindacati, da mesi impegnati per garantire il mantenimento dell'occupazione. Ma l'epilogo della vicenda Gasparini potrebbe arrivare a breve con la vendita dell'azienda, risolvendo quindi la situazione di incertezza che sta accompagnando la ditta da prima del fallimento ad oggi. Da luglio gli stabilimenti lavorano in regime di esercizio provvisorio. Una modalità che scadrà il prossimo 31 dicembre, ma che potrebbe essere prorogata. Metà dei dipendenti sono in fabbrica con orario non completo, mentre per gli altri è assicurata la cassa integrazione fino a luglio. (ru.b.)