Il corteo dalla stazione «Oggi scende in piazza la nostra nazionale»
Il corteo dalla stazione «Oggi scende in piazza la nostra nazionale»
Il corteo dei lavoratori e dei pensionati parte dalla stazione alle 9,20. In prima fila lo striscione, sorretto anche da Paola Zappaterra e Piero Tommasin, sul quale è scolpito «Cgil: no alla manovra del governo. Dare un futuro al Paese». Ottomila tra lavoratori e pensionati, tra cui ci sono anche gli ex-segretari della Camera del Lavoro, Roberto Franco e Sandro Cesari e gli ex delegati delle Officine Stanga, Candido Salvato, Erminio Lunardi e Tony Testolina, marciano verso Viale Codalunga al ritmo di «Viva l'Italia». Subito dietro il furgone Renault guidato da Gianni Rocco, di Assopace e quello della Sicurezza sul lavoro, con a fianco Rosanna Tosato ed il segretario della Fillea, Marco Benati, dove spicca la frase in rumeno «Muncesc in Sigurantia» (lavoro in sicurezza).
Tra le fila dei manifestanti si respira un'aria di lotta dura, ma anche di festa. Fischietti, «vuvuzela» tricolori rendono la passeggiata dei lavoratori allegra e contribuiscono a svegliare dal letargo tanti passanti che, magari non conoscono nemmeno i motivi dello sciopero. Gli studenti della Rete e del movimento «In cerca di futuro» ballano, dietro anche i politici Piero Ruzzante, Alessandro Naccarato, Elio Armano, Luciano Gallo oltre a Egidio Zanovello, Fulvio Dal Zio, Roberto Matteralia, Paolo Benvegnù, Gilberto Gambelli. Poi gli operai delle grandi aziende: Carraro Group, Zen, Anselmi, Acciaierie Venete, Dab Pump, ZF, Megius, Acqua Vera, Lofra, Orv Manifacturing, Il Sarto di Padova (ex Forman e tutte donne), Roncato Valigeria. Ci sono pure i delegati dei trasporti e della logistica con Simonaggio, Tollio e Barutta.
Tantissimi i dipendenti di sanità, Camera di commercio, enti pubblici guidati dal segretario Aldo Marturano. Una ragazza se ne va in giro con un cappello di carta in testa: «Sono in piazza anche per Fabio, che non può scioperare. Altrimenti il padrone lo licenzia». Tra i più «casinisti» un immigrato del Camerun, tutto pepe. «Oggi scende in piazza la nazionale dei lavoratori», grida ogni due minuti Roland Minka. In corteo tante donne, anziane e giovanissime, anche Lucia Berto e Claudia Sette. Una valanga i rappresentanti della scuola, dell'università e della ricerca, riuniti intorno al segretario regionale Salvatore Totò Mazza: denunciano i pesanti tagli di formazione e cultura.
Felice Paduano