Il caso dell'azienda ieri in consiglio comunale. «Speedline deve vivere». I sindacati: «Ora bisogna vincolare l'area di espansione di Ronal»
Il caso dell'azienda ieri in consiglio comunale. «Speedline deve vivere». I sindacati: «Ora bisogna vincolare l'area di espansione di Ronal»
Martedì 16 Marzo 2010, Venezia - «Ronal: Speedline deve vivere». I lavoratori adesso mostrano i denti. Le parole degli striscioni affissi nella sala comunale di villa Farsetti sono lo specchio di quello che stanno vivendo in questi mesi i 530 dipendenti dell'azienda di Tabina. Il mondo politico e i sindacati aspettano con ansia l'incontro al Ministero delle Attività produttive, rinviato (ma la data per il momento non è ancora stata ufficializzata) al 23 marzo. In questo frangente, Ronal dovrà presentare un nuovo piano industriale per mantenere in vita Speedline. A Santa Maria di Sala, però, sono in tanti a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Ronal, dopo aver esportato la tecnologia di flow-formatura, esclusiva o quasi fino a quel momento del marchio salese, ha cominciato a dirottare in Germania produzione e clienti. Ieri, lo «Speedline day», ha visto una assemblea di due ore a cui hanno partecipato numerosi esponenti della politica locale. «Speedline va trattata come Alcoa - attacca l'assessore provinciale al Lavoro Paolino D'Anna - serve un lavoro di Lobbies. E mi auguro che all'incontro non ci siano solo i delegati del Ministero, ma anche lo stesso Scajola». Nel pomeriggio, consiglio comunale straordinario in villa Farsetti. La richiesta dei sindacati all'amministrazione di Santa Maria di Sala è una sola: vincolare l'area di espansione di Ronal e costringere il gruppo industriale svizzero a seguire la variante richiesta. «A Roma andremo con i lavoratori - tuona il segretario di Fim Cisl Venezia, Gianni Fanecco - per protestare su questa situazione. Un'azienda importante come Speedline non può essere saccheggiata e poi scaricata». «Il destino dello stabilimento di Tabina - aggiunge Luca Trevisan, Fiom Cgil - non è legato alla crisi, ma una scelta precisa dell'azienda che ha sfruttato Speedline per la tecnologia e adesso vuole disfarsene. Cosa chiedere? L'istituzione di un tavolo nazionale su questa vertenza in modo da invertire la rotta e obbligare Ronal a tornare sui suoi passi». (D.Tam)