Il bucato in azienda per aiutare le operaie. Proposta della Cisl per i nuovi contratti del settore legno: portare i panni a inizio turno e ritirarli prima di staccare

Venerdì 12 Marzo 2010, Treviso - Dopo gli asili, le lavanderie aziendali: le operaie potranno consegnare il bucato all'ingresso in fabbrica e ritirarlo, pulito e stirato, a fine turno. Affrancandosi, almeno in parte, dalla doppia fatica di tante donne lavoratrici: quella "ufficiale" fuori casa e quella misconosciuta delle faccende domestiche. La Filca Cisl intende inserire questo beneficio nelle prossime trattative per i contratti aziendali del settore del legno della Marca: "Moltissime lavoratrici dopo otto ore in azienda, devono mettersi a lavare e stirare - conferma Salvatore Federico, trevigiano, segretario regionale della categoria -. Così potrebbero recuperare qualche ora da dedicare alla famiglia. Per le imprese, d'altra parte, l'operazione avrebbe costi irrisori". Mentre potrebbero guadagnare dipendenti più sereni e motivati.
Nel linguaggio delle relazioni industriali si chiama "welfare integrativo": non solo previdenza complementare o assistenza sanitaria aggiuntiva, ma anche servizi, dagli asili alle palestre. "Finora questo aspetto della contrattazione è stato poco valorizzato, quasi fosse di serie B: vogliamo rilanciarlo - spiega Federico -. Insieme ad una maggiore partecipazione dei lavoratori ai risultati aziendali".
Gli addetti del legno-arredo, oltre 25 mila nel trevigiano, sono in attesa del rinnovo del contratto nazionale di categoria. Da lì discenderà anche la contrattazione aziendale: nella Marca, in più della metà delle imprese del comparto vige un integrativo, contro una media italiana del 10-15 per cento. "Per chi non ce l'ha, il nuovo contratto nazionale prevede una perequazione di 15 euro - nota Stefano Brunetta, leader provinciale della Filca -. Puntiamo a convincere le aziende a contrattare premi maggiori: ai lavoratori resta in tasca qualcosa in più e le imprese hanno sgravi fiscali".
Mattia Zanardo

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