Il bilancio di un anno per la Confederazione che ha superato i 72mila iscritti
Cisl: «Quando cesserà la cig la situazione peggiorerà». Castellani: «Istituzioni e parti sociali, senza divisioni di campo, devono maturare un progetto di sostegno all'occupazione»
La Cisl resta il primo sindacato nel Veronese e lancia l'allarme disoccupazione per il 2010. Il sindacato, che ha la sede principale in Lungadige Galtarossa 22, ha presentato ieri, durante la conferenza stampa di fine anno, i risultati relativi al 2009. Con la chiusura del tesseramento per il 2010 la Cisl in provincia di Verona ha superato 72mila adesioni, confermandosi il primo per numero di iscritti a Verona, con una crescita dell'1,6% rispetto all'anno precedente. «Il risultato dei nostri tesseramenti è un chiaro indicatore di quanto questa crisi sia reale. Le persone nel momento del bisogno hanno trovato nel sindacato un interlocutore efficace», ha commentato Massimo Castellani segretario generale.
Su un totale di 72.313 iscritti, i pensionati raggiungono le 35.015 adesioni, i lavoratori attivi sono 37.298. Per quanto riguarda i settori principali, 11.939 iscritti risultano occupati nell'industria, 9.754 nella pubblica amministrazione, 6.606 nel terziario e nei servizi, 5.045 nell'agroalimentare e 1.520 nelle associazioni.
Per quanto concerne le categorie, nel pubblico impiego la Fp, Funzione pubblica, mantiene il primato con 5.471 adesioni, e la scuola raggiunge quota 4.283. Nell'industria, la Fim, metalmeccanici, è la prima categoria con 4.335 iscritti e la Filca, costruzioni edili e legno, conserva il secondo con 4.022 iscritti.
C'è anche una nuova nata, la Felsa, Federazione lavoratori somministrati autonomi e atipici, ed è stata partorita in ottobre proprio dal sindacato. La Felsa nasce dalla fusione di due organizzazioni della Cisl: l'Alai, che rappresenta i lavoratori atipici interinali e la Clacs, Coordinamento lavoratori autonomi del commercio e servizi. Questa nuova categoria a Verona conta 1.300 iscritti, a livello regionale oltre 4mila. Fra loro, piccoli commercianti, venditori ambulanti, benzinai, grafici pubblicitari, docenti della formazione professionale, collaboratori che sono coinvolti nelle piccole imprese con la formula dell'associazione in partecipazione.
«Il problema sarà tutelare i 10mila lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali a Verona quando a marzo cesseranno di avere effetto», ha dichiarato Castellani, «Il 2009 è stato a Verona un anno difficile dal punto di vista occupazionale, sicuramente ne abbiamo risentito meno di altre province nel Veneto, ma i segnali non sono quelli della ripresa. Negli ultimi mesi le ore utilizzate dalle aziende sono più che raddoppiate e sono salite dalle 239.812 di settembre alle 494.697 di ottobre. Un monito che accompagna e conferma i timori che come Cisl abbiamo sempre espresso e cioè che la situazione peggiorerà nel 2010 quando cesseranno anche gli ammortizzatori sociali».
Solo tra settembre e ottobre nel Veronese il numero di lavoratori in cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, è cresciuto di oltre il 20% passando da 4.200 a quasi 5.300 e i numeri non sembrano abbassarsi nelle stime dei prossimi mesi. «Perciò», ha annunciato Castellani, «nei prossimi mesi lavoreremo affinché banche rappresentanze imprenditoriali, istituzionali, politiche e sindacali maturino insieme un progetto di sostegno all'occupazione e anche la consapevolezza che è indispensabile mettere in campo un lavoro comune da svolgere, lasciando da parte divisioni politiche, ideologiche e personali, per continuare a dare a Verona e alla sua provincia quel ruolo di livello che hanno avuto finora».