Il Sindacato: no a licenziamenti. Anche Infracom denuncia 150 esuberi Possibile soluzione il modello Carraro. Il management chiede tagli drastici in tutto il gruppo

Infracom.It: arrivano gli esuberi. Sono 150 su 700 per quanto riguarda le diverse sedi della più importante azienda di Information Tecnology del Nordest. I numeri sono usciti ieri mattina nel corso dell'incontro che si è tenuto nella sede di Via Savelli 56, tra i dirigenti Cono e Fincato e i sindacalisti Gianni Castellan, (Fim-Cisl), Andrea Caretti (Fiom-Cgil) e i delegati delle Rsu. La risposta dei rappresentanti dei lavoratori, pur riconoscendo le motivazioni dell'azienda, è stata compatta. Non dovrà essere licenziato nessun dipendente e, nello stesso tempo, dovranno essere individuate soluzioni alternative: ad esempio la cassa integrazione straordinaria, i contratti di solidarietà ed anche l'esodo volontario incentivato. In pratica, se la proprietà sarà disponibile, anche per Infracom.It si potrà mettere in atto la cosiddetta «ricetta Carraro Group». D'altronde l'individuazione degli esuberi era nell'aria già da varie settimane. Ossia da quando il gioiellino informatico del Gruppo Infracom, controllato da Autostrada Padova -Brescia e da un pool di banche, ha iniziato un nuovo percorso di riposizionamento sul mercato. Specialmente dal momento in cui Infracom Italia ha incorporato Infracom Consulting, Infracom Network Applcations e Thera. In pratica da quando la nuova Infracom It. detiene tutti gli asset infrastrutturali, quali i data center, la rete delle telecomunicazioni in fibra ottica e wireless ed anche tutte le risorse e le competenze correlate. Nonostante i risultati poco lusinghieri ottenuti sia nel 2008 che nel 2009, la società con la sede legale a Padova serve ancora oggi 10.000 clienti, tra cui tantissime aziende, sia pubbliche che private, numerose pubbliche amministrazioni ed anche società di trasporti pubblici e, recentemente, ha anche acquisto una buona commessa dall'Autorità Portuale di Trieste. Naturalmente le trattative concrete tra le parti sociali entreranno nel vivo solo nelle prossime settimane.
(Felice Paduano)

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