Il Polesine ora si affida all'India. Crisi Grimeca. Novità positive dall'incontro avuto a Roma al ministero con sindacati e istituzioni.

Il Polesine ora si affida all'India. Crisi Grimeca. Novità positive dall'incontro avuto a Roma al ministero con sindacati e istituzioni.
Il liquidatore Bertone annuncia che il gruppo Ruja è pronto a fare un'offerta per rilevare gli stabilimenti

Giovedì 17 Marzo 2011, Rovigo - Una "ragionevole certezza" ha sollevato gli animi di chi da mesi sta lottando affinché la Grimeca non chiuda e affinché gli oltre 700 lavoratori non perdano il loro posto di lavoro. Si tratta di una ragionevole certezza che arriva dall'India (gruppo Ruja) e che entro i prossimi dieci giorni dovrebbe diventare reale attraverso la concreta deposizione di un'offerta che farebbe tirare un sospiro di sollievo a molte famiglie. La terza battuta d'asta, quindi, non dovrebbe andare deserta e la fabbrica di Ceregnano, davanti a questa possibilità, potrebbe proseguire con la produzione saltando così a pie' pari la data del 31 marzo che sta terrorizzando tutti.
«Abbiamo sentito parlare di ragionevole certezza che però non è una fondata sicurezza - ha detto l'assessore regione Isi Coppola - siamo portati alla sofferenza e possiamo soffrire altri dieci giorni. È fondamentale avere un'offerta vincolante: senza questo presupposto l'azienda si ferma. Non voglio fare la cassandra, sono convinta che ce la faremo, ma è bene essere molto lucidi. Ho ricordato al liquidatore Giovanni Bertone che deve spiegare a questi probabili acquirenti che arrivano dall'India che Grimeca non è un'azienda persa nel deserto, ma è un patrimonio industriale nazionale. Metteremo a disposizione tutti gli aiuti possibili per favorire questo insediamento nel momento nel quale avverrà. La ditta deve continuare a produrre».
La prudenza arriva anche dalla Fiom. «Ci troviamo davanti a un precedente - ha detto Paolo Zanini, segretario provinciale - quello del possibile finanziamento che sembrava sempre possibile. Dopo questa esperienza verificheremo se quello che è stato detto accadrà». «È un passaggio delicato - ha affermato Fulvio Dal Zio, segretario provinciale della Cgil - la tensione va tenuta alta, questi sono giorni decisivi».
Anche il fatturato di questo primo trimestre è stato superiore alle aspettative (6 milioni), arrivando a 8 milioni di euro. «Siamo usciti con una speranza - ha dichiarato Valeria Cittadin, segretario provinciale della Cisl - c'è stato l'impegno di ministero e Regione di continuare a tenere alta l'attenzione verso il sito produttivo».
«È andata benino - ha aggiunto Mario Brunazzo, segretario della Fim Cisl - quello che è stato detto è certamente una buona base di partenza, siamo davanti a un interesse significativo, c'è la possibilità davanti a questo di evitare il blocco della produzione e la probabilità di vedere attuato l'accordo di delocalizzazione europeo fra ministero e Regione che porterebbe al Polesine aiuti concreti».