Il Piano triennale del lavoro passa tra le polemiche
E Sachetto: «Partiamo, poi faremo anche i miglioramenti»
Il piano provinciale del Lavoro passa l'esame del Consiglio, tra astensioni e critiche che già sollevate dalla Cgil all'indomani dell'approvazione in Giunta, a inizio giugno. Gli stessi punti attaccati dal sindacato sono stati oggetto dei diversi emendamenti presentati ieri in Consiglio provinciale.
«Il piano triennale», ha esordito l'assessore al Lavoro Fausto Sachetto, «non si occupa di politiche industriali, non crea posti di lavoro, ma vuole agevolare l'incontro tra domanda e offerta». E a questo scopo il piano prevede la collaborazione con l'Agenzia Sociale, «per la quale», ha sottolineato l'assessore, «verranno utilizzati i fondi della Provincia oltre ad un contributo della Fondazione Cariverona». La Cgil aveva definito, nei giorni scorsi, «negativa, sbagliata e pericolosa» la scelta di esternalizzare il ruolo di gestione esclusiva dei servizi di inserimento e reinserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati a un soggetto privato. «L'Agenzia Sociale», ha ribattuto ieri Lorenzo Dalai del Pd in un emendamento poi bocciato, «non deve essere uno scaricabarili ma una risorsa privata configurata nell'ambito di una politica pubblica concertata. I servizi pubblici devono lavorare in rete, intercettare i bisogni dei disoccupati e orientarli. Per questo», ha sottolineato Dalai, «è necessario potenziare questi servizi aumentando addetti e sportelli».
Altro punto di discussione è stata l'assenza nel piano di un Osservatorio provinciale del lavoro, già criticata dalla Cgil. Osservazione, questa, presente anche nell'emendamento poi accolto di Franca Rizzi (Pd). Alla luce di queste osservazioni, Sachetto ha lasciato la porta aperte per future modifiche: «Il Piano è un punto di partenza», ha commentato, «strada facendo vedremo i miglioramenti. Del resto, era dal 2001 che la Provincia non aveva un piano organico come questo». F.L.