Il Ministero boccia il piano della Speedline

Mercoledì 31 Marzo 2010, Venezia - Il Governo rifiuta il piano di Ronal, il gruppo svizzero «rimandato» al 19 aprile. L'incontro di ieri al Ministero dello Sviluppo economico non ha riservato grandi sorprese: i sindacati e i rappresentanti dello Stato hanno risposto alla proprietà di Speedline che il piano presentato è insufficiente, in primis perché non considera il lungo periodo, ovvero non va oltre i dodici mesi. La ricetta anti chiusura di Ronal, inoltre, considera importanti tagli produttivi portando da subito da 530 a 470 i dipendenti della fabbrica di Tabina, per poi passare, tramite esternalizzazione di servizi di portineria movimentazione interna, manutenzione e attrezzeria a 250 unità. «Assurdo, è il preludio della chiusura», tuonamno i sindacati. Ronal, quindi, dovrà presentare un nuovo piano, questa volta più conforme (almeno in parte) a quello originario dei tempi dell'acquisizione, piattaforma che considerava considerevoli investimenti. Anche il sindaco Paolo Bertoldo ha voluto mettere alle strette la multinazionale elvetica: se Ronal, ionfatti, non rispetterà gli impegni presi con Speedline, il primo cittadino è pronto a ritirare le concessioni per ampliamento dell'area agricola confinante con lo stabilimento. Un'operazione che, inevitabilmente4, andrebbe a minare il patrimonio dell'azienda. Certo le notizie non sono confortanti: ieri, nel pieno della trattativa, i sindacati hanno appreso che, dopo lo spostamento in Germania delle ruote per Audi, è stata trasferita negli Stati Uniti anche la linea dei cerchi per la Corvette. Nuovo appuntamento, quindi, a lunedì 19 aprile. In caso di ennesima fumata nera, i sindacati sono pronti allo scontro. I dipendenti di Speedline, intanto, ieri hanno manifestato per le strade della capitale travestiti da «polli da spennare». In corteo anche una bara per la morte di Speedline. Presente all'incontro di ieri anche l'assessore provinciale alle Attività produttive Massimiliano Malspina. «Chiediamo un progetto serio che punti al rilancio di Speedline, non possiamo assistere a continui ridimensionamenti dell'azienda con il rischio della chiusura. Faremo la nostra parte affinché l'azienda, autentico patrimonio del territorio, non proceda con tagli drastici ma con una politica di rilancio e di sviluppo».
Davide Tamiello

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