Il Comune taglia i premi: sciopero
IL CASO L’affollata assemblea sindacale ieri mattina sotto la loggia del Municipio
Duecento dipendenti: «Il fondo su produttività e sviluppo ora non esiste più»
Giovedì 10 Novembre 2011, Treviso - Sotto la loggia del Municipio di piazza Cima, nella solennità degli sguardi bronzei dei busti di Vittorio Emanuele II e di Giuseppe Garibaldi, i dipendenti comunali hanno duramente contestato il sindaco Alberto Maniero e il segretario comunale Davide Vitelli. Erano oltre duecento (su 220 totali) ieri mattina i dipendenti del Comune riuniti in assemblea sindacale straordinaria contro i tagli alle risorse destinate al fondo salariale accessorio, quello che permette di assegnare ai lavoratori i premi di produttività e sviluppo. Così mentre le sale del municipio si riempivano di autorità e media per la presentazione della mostra del Bellotto alla stampa, gli uffici comunali sono rimasti chiusi dalle 9.45 alle 12.15. Le sigle sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti il 17 ottobre scorso con il blocco delle prestazioni del lavoro straordinario dal 24 ottobre; una forma di protesta contro «la riduzione del 35%, pari a 127 mila euro, rispetto al 2010 del fondo accessorio salariale» afferma Gabriele Mezzini, delegato Uil; fondo che va a coprire i premi di produttività per lo svolgimento, da parte dei dipendenti, di servizi supplementari rispetto al lavoro o alle mansioni ordinarie.
Nel corso dei tavoli sindacali fatti da maggio sino a ieri, i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto prima di tutto i motivi del taglio ed inoltre di integrare o contenere la riduzione delle risorse. «Su cosa andranno concretamente a tagliare? - chiede Valeria Nassuato della segreteria provinciale Cisl Funzione pubblica - Non abbiamo ancora avuto risposta e tutto questo si ripercuoterà sui cittadini». Dal canto suo il sindaco Maniero ha ribadito che «l'amministrazione ha a cuore il rapporto con il personale; purtroppo scontiamo i vincoli di un quadro normativo che ci pone ai limiti della legalità». La domanda che continua a rimanere senza risposta l'ha posta Alberto Lopin, segretario Cgil Funzione pubblica «il taglio al fondo è una volontà politica od una necessità economica?». Una risposta lapidaria seppur non abbia soddisfatto i dipendenti, l'ha data il segretario comunale Vitelli:«una riduzione strutturale è inevitabile».
Elisa Giraud