«Il 2010 è l anno più difficile» .
«Il 2010 è l anno più difficile» .
Treviso. «Non torneremo più come come prima». Secondo il ministro del welfare Maurizio Sacconi in visita ieri in alcune aziende trevigiane «la ripresa c'è» ma «il 2010 sarà più problematico del 2009». Il modello di impresa veneta è quindi a un punto di svolta passato il quale ci sarà una nuova nuova rivoluzione economica. «Sono in atto molte ristrutturazioni che porteranno a profondi cambiamenti». Nulla verrà però lasciato al caso. «I processi di ristrutturazione dovranno essere vagliati uno per uno in un'ottica di confronto con i sindacati con i quali ci rapporteremo». La recente crescita nei numeri dell'industria fa ben sperare, secondo Sacconi, che non dissipa però le fitte nubi che continuano ad oscurare il panorama veneto. «Il futuro non sarà più quello di una volta - dichiara - per questo bisogna porre al centro della nostra attenzione le persone coinvolte nella crisi». I principali temi posti sul tavolo informale tenuto ieri alla Girat Costruzioni di Nervesa tra il ministro e le sigle imprenditoriali venete sono gli stessi degli ultimi mesi: più soldi alle imprese, protezione del reddito e formazione. «Ho proposto ai miei interlocutori due appuntamenti che vorrei prendessero vita in Veneto: un "liquidity day" e un "training day" - annuncia Sacconi - Si tratta di mettere a confronto le imprese su due nodi centrali: la garanzia di maggiore liquidità per le aziende sempre più bisognose di denaro fresco e un progetto di formazione che offra l'opportunità ai lavoratori di rimanere attivi». Intorno a lui si sono riuniti i rappresentanti del mondo produttivo: dal presidente di Confindustria Veneto Andrea Tomat a quello trevigiano Alessandro Vardanega, oltre al presidente di Confartigianato del Veneto Claudio Miotto e al numero uno di Confcommercio Treviso Guido Pomini. «La situazione attuale è problematica - sottolinea Tomat - imprese e maestranze affrontando con forza e determinazione una crisi ancora viva. Per i prossimi due trimestri servirà sicuramente cautela. Al di là di qualche caso di eccellenza i segnali sono ancora deboli. Resta prioritario la creazione di un sistema che tenga i lavoratori nel mondo del lavoro e delle imprese». Vietato gettare la spugna, quindi, visto che alla flebile ripartenza non corrisponde ancora un avvio deciso dei consumi e dell'occupazione, per ora ferma al palo. «La situazione è a macchia di leopardo, ci sono zone in cui si soffre di più e altre dove si riesce a lavorare» spiega ancora Sacconi che torna a mettere l'accento sui processi di trasformazione in atto. Il ritorno del segno più su alcuni indicatori di crescita hanno inaugurato una stagione nuova, fatta di una ripresa «selettiva, non lineare» che lascia aperti molti punti di domanda. Per passare il guado le imprese possono continuare a contare sugli ammortizzatori sociali. «Stiamo discutendo alla Camera un aumento del sostegno economico per l'occupazione», dichiara il ministro sollecitando le banche «ad una valutazione del merito di credito più veloce. Garantiremo inoltre più sostegno ai consorzi fidi, oggi importanti per le imprese». Un richiamo per l'anno a venire è stato lanciato anche dal ministro Renato Brunetta: «Nel 2010 tutti gli indicatori avranno il segno più ma paradossalmente la crisi vivrà la sua coda peggiore» ha affermato nel corso di un incontro di Confartigianato a Mestre. «Il peggio è passato - ha detto Brunetta - ma ora si sta assorbendo la negatività di sei mesi fa».
(Enrico Lorenzo Tidona)