INIZIATIVE ANTICRISI. La Provincia, su input del presidente Mosele, ha siglato il Pac con i rappresentanti sindacali dei lavoratori e delle associazioni imprenditoriali

«Banche, aprite i cordoni della borsa»
È stato siglato un accordo in otto punti, che detta le regole per uscire indenni dalla bufera economica
Un protocollo comune fra le maggiori realtà imprenditoriali e sindacali veronesi e la Provincia è stato firmato ieri per combattere la crisi economica in atto. Vedere riunite attorno allo stesso tavolo le principali sigle che rappresentano lavoratori e imprese è una novità che lascia ben sperare per il futuro. A compiere questo «miracolo» è stato il presidente uscente della Provincia, Elio Mosele, che ha siglato ai Palazzi Scaligeri il Pac, ossia il Patto anticrisi».
Cgil, Cisl, Uil, Camera di Commercio, Confindustria, Apindustria, Confapi Veneto, Confcommercio, Upa, Cia, Confesercenti, Ance Verona e Casartigiani hanno l'idea comune di mettersi in rete per una serie misure politiche e finanziarie da mettere in atto immediatamente «per evitare il tracollo che altre economie anche in Italia hanno subito», come ha rilevato Mosele. Ciò che emerge dalle opinioni espresse dai presenti è che la crisi «c'è e si sente, ma che bisogna affrontarla tutti assieme con fiducia, gettando le basi della rinascita economica con l'aiuto delle banche».
L'invito agli istituti di credito è di aprire i cordoni della borsa al credito d'impresa, grazie anche agli aiuti statali, e basandosi sulla fiducia personale nel cliente e nella sua passata solvibilità. I numeri preoccupanti forniti da Maurizio Danese della Camera di commercio parlano di un aumento del 300 per cento della cassa integrazione nel primo trimestre del 2009 e di una diminuzione di produttività del 15 per cento per il commercio e del 7 per cento per l'industria nell'ultimo quadrimestre del 2008.
Provincia e Camera di commercio si sono assunte il compito di coordinare il tavolo tecnico a seguito degli incontri del 5 marzo e dell'8 aprile scorsi proposti da Cgil, Cisl e Uil. L'obiettivo è stabilizzare l'occupazione e dare una risposta ai cittadini in termini di controllo e contenimento dei prezzi.
L'accordo si articola su otto punti che prevedono: il coinvolgimento dei parlamentari veronesi per allentare il patto di stabilità degli enti locali; un accordo con la Regione per indurre le banche a sostenere il credito alle imprese e alle famiglie; l'avvio di piani per l'edilizia popolare per alloggi a prezzi calmierati e la riduzione delle tariffe dei servizi pubblici, con priorità sulle rette degli asili nido e della case di riposo; l'incontro domanda-offerta di lavoro informatizzata, oltre a reddito di sostegno e formazione; velocizzare l'autorizzazione alla Cig, anticipando per i primi mesi i soldi ai lavoratori in caso di ritardi burocratici; potenziamento dell'Osservatorio dei prezzi e del Servizio di sorveglianza prezzi; riduzione dei tempi di pagamento alle imprese dalle pubbliche amministrazioni; riqualificazione di Verona Sud, strategica per il rilancio dell'economia, puntando sulla valorizzazione del sistema aeroportuale, della rete delle infrastrutture, sullo sviluppo della Fiera e del Quadrante Europa, attivando sinergie con le regioni vicine.
L'accordo è stato sottoscritto da presidente Mosele e dall'assessore Lucio Campedelli per la Provincia, assieme a Carla Pellegatta (Cgil), Lucia Perina (Uil), Massimo Castellani (Cisl), Alberto Tosi (Confapi Veneto-Apindustria), Maurizio Danese (Camcom), Massimo Gasparato (Confindustria), Fernando Morando (Confcommercio), Laura Ferrin Cia), Andrea Marani (Ance), Oscar Furgeri (Casartigiani) e Stefano Martini (Upa).
Roberto Ceruti

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