INCUBI MODERNI. La nostra provincia al terzo posto nella classifica regionale di decessi attribuiti al minerale cancerogeno. Il picco di casi previsto tra il 2015 e il 2020

Amianto, cure a chi è stato esposto
La Cisl lancia l'allarme: l'emergenza resta Allo Spisal controlli e terapie gratuite per chi ha lavorato a contatto con il materiale

Tra dieci anni si raggiungerà il culmine di decessi per esposizione ad amianto, lancia l'allarme la cisl di Verona. In Veneto sono circa 90 i morti ogni anno, 1.190 nel decennio dal 1997 al 2007 e raddoppieranno da qui al 2017.
Verona, con la provincia, si colloca tristemente al terzo posto con 132 decessi monitorati, nel decennio di riferimento, dietro solo ai 157 di Padova e ai 210 di Venezia.
«Sono 15 anni», racconta Massimo Castellani segretario generale cisl Verona, «che in sindacato è impegnato nel supportare cause di lavoratori che si sono ammalati in seguito all'esposizione all'amianto. Ma raramente i lavoratori arrivano vivi a vedersi riconoscere e il risarcimento del danno dai datori di lavoro e soprattutto l' anticipato accesso ai benefici previdenziali».
Su mille casi, 85 di coloro che hanno promosso azioni giudiziali, sono deceduti prima che venisse concluso l'accertamento. Perciò il primo sindacato veronese lancia una campagna alla prevenzione.
«Bisogna informare per questo abbiamo istituito uno sportello amianto che dia supporto legistativo ai lavoratori e ai familiari, inoltre», aggiunge Castellani, «ci costituiremo parte civile in tutte le azioni penali che verranno intraprese».
Anche l' organizzazione mondiale per la Sanità, negli scorsi giorni, ha lanciato l'allarme annunciando che la massima concentrazione delle malattie causate dall'amianto si presenterà tra il 2015 e il 2020.
Una fibra di amianto è 1.300 volte più sottile di un capello umano. Non esiste una soglia di rischio al di sotto di cui la concentrazione di fibre di amianto nell'aria non sia pericolosa; teoricamente l'inalazione anche di una sola fibra può causare il mesotelioma ed altre patologie mortali, tuttavia un'esposizione prolungata nel tempo o a elevate quantità aumenta esponenzialmente le probabilità di contrarle.
L'impiego dell' amianto è fuori legge in Italia dal 1992, ma sono molte le aziende che non hanno ancora provveduto ad una completa riorganizzazione.
Il settore piu colpito è quello dell'edilizia e quello della ricostruzione, a Verona sono state migliaia le cause previdenziali per ottenere il riconoscimento del pensionamento anticipato. I circa 300 lavoratori della Riva Acciai, ex officine e fonderie Galtarossa, i 500 lavoratori della Ferroli Spa, i 20 lavoratori della Biasi spa sono solo alcuni dei 1.100 che, attraverso la legge 257 del 1992, hanno chiesto di godere del «benefici amianto» per raggiungere la pensione con 25 anni di servizio.
Ma questo non basta, c'è bisogno di fare della prevenzione attraverso la sorveglianza sanitaria.
Per favorire la diffusione dell'informazione relativa alla possibilità di accedere ai servizi Spisal per ottenere gratuitamente assistenza e sorveglianza sanitaria e ricostruire gli elenchi degli ex esposti, i patronati regionali dei lavoratori ex esposti ad amianto, Inca, Inas, Ital e la regione Veneto, hanno sottoscritto un protocollo di intesa per realizzare la sorveglianza sanitaria dei lavoratori con pregresse esposizioni.
La legge 2041 del 2008 prevede, infatti, che a tutti i pensionati lavoratori dipendenti o autonomi, occupati in altre attività o in condizione di disoccupazione o sospensione, che dichiarino una pregressa attività di esposizione all' amianto hanno diritto a ricevere gratutitamente accertamenti e cure dallo Spisal.
Tutti gli ex esposti possono quindi ricevere sorveglianza richiedendola all'ambulatorio dello Spisal, di persona o telefonicamente ( al numero 045/ 8075923) o attraverso il sito http://prevenzione.ulss20.verona.it.
Elisa Costanzo