INCHIESTA. Possono variare l'orario in base alle esigenze di mamme e papà lavoratori. In pochi anni i posti per la prima infanzia sono aumentati del 300 per cento In Veneto raddoppiano i nidi aziendali

INCHIESTA. Possono variare l'orario in base alle esigenze di mamme e papà lavoratori. In pochi anni i posti per la prima infanzia sono aumentati del 300 per cento In Veneto raddoppiano i nidi aziendali
Oggi le strutture sono 28 e accolgono oltre settecento bambini, ma presto diventeranno quasi sessanta per 1600 piccini

Mercoledì 20 Maggio 2009, Venezia - All'asilo nido con mamma e papà. Un sogno, visto che per la maggior parte delle donne lavoratrici trovare un posto all'asilo nido per il pupo, accompagnarcelo tutti i giorni e andarlo a riprendere è una bella impresa. Tanto quanto poter usufruire di questo servizio: anche se la copertura dei posti è buona non è ancora sufficiente a garantire tutte le richieste.
La maggior parte dei genitori, dinnanzi alle insormontabili difficoltà, danno forfait e sono costretti a puntare sulla nonna di turno o sulla costosa baby-sitter.
Molte aziende hanno deciso di venire incontro alle esigenze dei propri dipendenti (e anche alle proprie visto che la difficoltà a portare il bimbo all'asilo spesso si accompagna con ritardi o richieste di giorni di ferie da parte dei dipendenti) aprendo un nido aziendale: tarato sulle esigenze delle lavoratrici (ma molti sono anche i papà che ne fanno richiesta), usufruendo dei contributi regionali e dando in appalto la gestione.
Su 674 servizi per la prima infanzia che sono funzionanti nel Veneto ed accolgono 19.962 bambini, 28 sono nidi aziendali per un totale di 711 posti destinati a piccoli fino a 36 mesi.
Ma le domande autorizzate sono molte di più, si arriva infatti a 55, per un totale di 1599 posti. La città che ha maggiormente puntato su questa modalità è Verona, con 15 nidi, seguita da Treviso con 13, Vicenza con 9 come Venezia, Padova con 5 e Belluno con 1.
I nidi aziendali differiscono dagli altri sostanzialmente per una peculiarità che li rende particolarmente appetibili: possono variare l'orario sulla base delle esigenze dei lavoratori. Ma per un "vantaggio" c'è però anche un "neo": il nido aziendale, se l'azienda è privata, non percepisce contributi per la gestione, ma - come tutti gli altri - una quota in conto capitale per l'avvio.
«Solo per il 2007 i contributi in conto gestione sono stati di 19 milioni 970 mila euro (11,2 milioni a favore dei servizi gestiti dagli enti pubblici, inclusi anche i nidi aziendali, e 8,8 milioni a favore dei privati - sottolinea l'assessore alle Politiche sociali del Veneto, Stefano Valdegamberi (nella foto) - sono numeri che parlano da soli e dimostrano che il Veneto punta a raggiungere il 33 per cento di copertura entro il 2010, come prevede l'obiettivo europeo di Lisbona».
Dal 2000 al 2007 nel Veneto il numero di posti disponibili in servizi alla prima infanzia (3 mesi - 3 anni) è quasi triplicato, aumentando di circa il 300 per cento. Nel 2001 erano 8.813 i posti bimbo per arrivare ai 26.299 posti bimbo di oggi.
La capacità ricettiva di un nido aziendale va da 30 a 60 posti, ma si può prevedere l'iscrizione del 20 per cento in più rispetto alla capienza massima consentita dalla dimensione della struttura (di conseguenza la presenza contemporanea dei bambini può essere riferita a tale valore.)
Ma i nidi aziendali possono anche aprirsi alla città, come spesso accade, e accogliere anche i bambini del territorio. Una modalità che molti hanno scelto, come ad esempio quello dell'Agenzia delle entrate di Marghera, quando il numero delle richieste interne scende. Insomma, un servizio in più alla comunità.
Daniela Boresi

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