IMMIGRAZIONE. Un documento delle sigle sindacali per dire no all'istituzione dei Centri di identificazione ed espulsione

«I Cie sono vere e proprie strutture detentive».  Cgil, Cisl e Uil di Verona lanciano un appello a Tosi «Bisogna ricostituire la consulta per stranieri»

Cgil, Cisl e Uil di Verona esprimono netta contrarietà alla realizzazione del Cie (centro identificazione espulsione) perchè si configurano «come una vera e propria struttura di detenzione per gli immigrati irregolari» e «rappresentano un oltraggio alla dignità e alla libertà delle persone». Di più: «La detenzione nei Cie separa le famiglie. Un esempio vissuto: un lavoratore immigrato in Italia da 15 anni con due figli nati a Verona, viene licenziato a causa della crisi, dopo sei mesi perde il diritto al permesso di soggiorno, viene fermato e condotto in un Cie per sei mesi e poi espulso. I due bambini e la moglie? Che colpe avevano? Di avere un marito e un padre licenziato? Di avere un marito e un padre "clandestino"? a loro chi dovrà pensare?». Le rappresentanze sindacali spiegano che «ancora una volta in materia di immigrazione, si cercano scorciatoie anziché affrontare i problemi per quello che sono. La diffusione dell'immigrazione irregolare e clandestina nasce infatti già per effetto della stessa legge Bossi-Fini che prevede che il migrante possa entrare in Italia solo quando è in possesso di un regolare contratto di lavoro. Il che è come dire che se una famiglia veronese avesse bisogno di una colf o di una badante dovrebbe cercarla direttamente nel paese d'origine. Le cose, come tutti sanno, stanno in maniera ben diversa. Non a caso, al di là dei proclami, tutti i governi hanno dovuto operare sanatorie per consentire a quanti già lavoravano nel nostro territorio di continuare a farlo».
Quindi, la proposta: «Quello che serve è una programmazione seria dei flussi migratori che dev'essere coordinata con le regioni e i Comuni; servono provvedimenti che permettano ai migranti che hanno perso il lavoro per effetto della crisi, di avere a disposizione più tempo per cercare e trovare un'altra occupazione. Spesso, infatti, si tratta di persone e di famiglie che vivono e lavorano da anni nel nostro territorio, che si sono positivamente integrate e che per effetto delle nuove norme rischiano, dopo pochi mesi, l'espulsione dal paese».
«Non è certo con i Cie», prosegue il documento di Cgil, Cisl e Uil, «che si combatte l'immigrazione clandestina che non sempre è sinonimo di criminalità. Lo Stato italiano ha già a disposizione altri strumenti per contrastare la criminalità italiana e straniera. Occorre rafforzare gli strumenti per agevolare e sostenere le famiglie degli immigrati regolari nelle pratiche per ottenere con maggiore facilità il rinnovo dei permessi di soggiorno e il riconoscimento della cittadinanza, anche con l'obiettivo (per chi ha la cittadinanza) di arrivare all'introduzione del diritto di voto amministrativo».
La conclusione: «Cgil, Cisl e Uil chiedono al Comune di Verona di ricostituire la Consulta per l'immigrazione e cioè di una sede istituzionale nella quale sia possibile un confronto fra tutti i soggetti ».

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