IMMIGRAZIONE. Presentate le manifestazioni che culmineranno domenica con la Festa dei Popoli. «Liberiamoci dalle paure, l'integrazione è un'opportunità».Nuovi veronesi, è la loro settimana

IMMIGRAZIONE. Presentate le manifestazioni che culmineranno domenica con la Festa dei Popoli. «Liberiamoci dalle paure, l'integrazione è un'opportunità».Nuovi veronesi, è la loro settimana
In provincia sono 86mila, in città 31mila. Il 20 per cento dei nuovi nati nel 2008 ha almeno un genitore straniero

La patria è una sola: il mondo in cui viviamo e ad accomunarci è l'appartenenza al genere umano. Volti di uomini, donne, bambini, così normali nella loro diversità, da poter essere scambiati per i nostri padri, le nostre madri, i nostri figli. È un album di famiglia da sfogliare "la vita degli altri", mostra fotografica allestita a Porta Palio, sede della Società di mutuo soccorso, per la Settimana dell'immigrazione promossa da Cgil, Cisl e Uil.
Gli immigrati stranieri residenti in provincia sono 86mila e appartengono a 154 nazionalità. In 30.970 vivono nel Comune di Verona, quasi il 12 per cento dei residenti. «Nel Veneto l'11,6 per cento della ricchezza, senza contare ovviamente il lavoro nero, è frutto del lavoro degli immigrati, il 20 per cento degli iscritti alla Cisl sono lavoratori stranieri e il 20 per cento dei nuovi nati a Verona nel 2008 ha almeno un genitore straniero. L'integrazione ha sempre rappresentato un'opportunità per chi l'ha saputa cogliere, a differenza di chi si ostina a innalzare barriere». Così Massimo Castellani, segretario generale della Cisl, "fotografa" la situazione nell'inaugurare insieme a Carla Pellegatta, della Cgil, e Lucia Perina, della Uil, la Settimana dell'immigrazione.
E per sensibilizzare i veronesi su un tema così dibattuto, a Porta Palio è stata allestita la mostra fotografica di Luca Gambi, artista ravennate. «Volti come tessere del grande mosaico che, piaccia o no, forma la società multiculturale che è già una realtà in mezzo a noi», commenta il curatore Maurizio Masotti. «Occhi che ridono» li definisce Castellani, «perché rispecchiano speranza e fiducia nel futuro, quindi liberiamoci una buona volta dalle paure». Nel Veronese la comunità più nutrita è quella dei romeni, erano 19.547 a fine 2008, che dopo l'entrata nell'Unione europea del loro paese, hanno superato nettamente gli immigrati provenienti dal Marocco (13.478).
La mostra fotografica inaugurata ieri alla presenza dell'autore, resterà aperta, dalle 16 alle 20, fino a sabato. E venerdì alle 9, sempre a Porta Palio, si svolgerà un convegno su "Immigrati al tempo della crisi". «Nonostante rappresentino una realtà molto importante, anche a livello economico e produttivo», commenta Carla Pellegatta della Cgil, «ci si ostina a guardare con sospetto agli immigrati. Basti pensare all'introduzione del reato di clandestinità, all'aumento da 80 a 200 euro del costo del permesso di soggiorno e alle difficoltà frapposte ai ricongiungimenti familiari, facendo finta di non capire che un immigrato si integra molto meglio quando vive con la propria moglie e i propri figli». Per Lucia Perina, della Uil, «la crisi economica e la diminuzione del lavoro per tutti rischia di rendere più difficile la convivenza tra i lavoratori, ma il sindacato è diventato un punto di riferimento importante per questi lavoratori e le loro famiglie, tanto che negli anni, attraverso i nostri operatori, è maturata una proficua collaborazione anche con la stessa questura».
La mostra comprende 130 foto di varie dimensioni, a colori e in bianco e nero ed è divisa in tre tre sezioni: lavoro, scuola e album di famiglia. «Ci tenevo molto a portare questo lavoro a Verona, città spesso additata come chiusa e razzista, in cui, invece, c'è molta più integrazione che in altre realtà», fa sapere Gambi. La valorizzazione delle diversità appare evidente in "Album di famiglia", dove si incontra la memoria fotografica dei nuovi italiani, la cui nuova vita si incrocia con i ricordi del passato. «Tra quelle foto, quelle arrivate nelle valigie degli immigrati e quelle che ritraggono i bambini della seconda generazione nelle scuole insieme ai figli degli italiani, c'è un ponte ideale», aggiunge Jean Pierre Pessou, mediatore interculturale.
Fra i presenti, incontriamo Carlo Castiglioni, presidente del Cestim. «Il concetto di diverso va superato», esclama, «che vuol dire diverso? Mio padre è nato in Germania e il 50 per cento di chi vive in città non è di origini veronesi». Miriam è una ragazza austriaca in servizio civile europeo a Verona: «Queste foto restituiscono dignità a tante persone, è un segno di civiltà...».
Enrico Santi

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