IL CONSORZIO ALTA PIANURA VENETA. Il sindacato contro i vertici Apv: «Pronti allo sciopero»

IL CONSORZIO ALTA PIANURA VENETA. Il sindacato contro i vertici Apv: «Pronti allo sciopero»
La Uil: «Rischiamo la paralisi basta con gli scontri politici». Ma il presidente tranquillizza: «Si riprende a lavorare regolarmente»

Il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta? E' a rischio paralisi, sostiene il sindacato Uil della bonifica, che prospetta la minaccia di uno sciopero. Per il presidente Antonio Nani, invece, «si lavora nella massima tranquillità e nella massima collaborazione». Dicono sì aver aspettato anche la scorsa settimana risposte mai arrivate, e ora i 150 lavoratori del Consorzio di bonifica alzano la voce.
«A venti giorni dalla sentenza con cui il Tar sembra aver rimesso al suo posto il vecchio Consiglio di amministrazione, tutto è immobile. Dipendenti e dirigenti vivono in una situazione insostenibile di incertezza su ciò che devono fare. Rischiamo la paralisi e intanto nelle segrete stanze di cosa si sta discutendo? Di assetti interni e non certo del servizio ai cittadini e del rispetto per la gente che lavora»: erompe tutto d'un fiato Giuseppe Bozzini, segretario regionale della Federazione italiana lavoratori della bonifica-Uil.
«Non si è mai visto che un ente così importante, soprattutto oggi che si lavora sul post alluvione e sulla preparazione della stagione irrigua, funzioni solo grazie al senso di responsabilità dei dipendenti», denuncia Bozzini, «senza lo strumento che indica chi fa e come, cioè il Piano di organizzazione variabile, senza aver definito gli inquadramenti dei lavoratori, senza piano di classifica, quello propedeutico all'emissione delle cartelle che garantiscono la sopravvivenza economica del Consorzio. Diversamente, tra sei mesi il Consorzio come pagherà gli stipendi?».
Sono queste le priorità delle organizzazioni sindacali, compresa la Federazione lavoratori agro-industria Cgil e la Federazione agricola ambientale e industriale-Cisl, dalla costituzione, un anno e mezzo fa, del maxi consorzio che ha fuso Zerpano-Adige-Guà, Riviera berica e Medio-Astico-Bacchiglione. «Sono competenze del consiglio di amministrazione ma nel nostro caso chi decide di noi? Cerco da venti giorni il presidente Nani perché chi lavora al Consorzio, in particolare i lavoratori dell'ex Zerpano, hanno bisogno di risposte», dice Bozzini, «ma senza successo. Se va avanti così l'assemblea farà sentire la sua voce nei modi più diversi, anche con quello plateale dello sciopero o, anche se non me lo auguro, chiedendo l'intervento della Regione».
Bozzini è lapidario: «Basta con gli scontri politici. Va ricomposto un equilibrio che era frutto di un voto: ci sono solchi tra Verona e Vicenza e le rispettive Coldiretti? Ma dov'era Coldiretti fin che succedeva tutto quello che abbiamo visto? Le rassicurazioni non bastano», conclude, «la tranquillità nasce solo da un tavolo di lavoro».
Nani parte proprio da qui per tranquillizzare non tanto i lavoratori, quanto Bozzini: «Non mi risulta un allarme simile, magari qualche quadro del veronese sarà preoccupato ma non certo i dirigenti. Comunque», annuncia il presidente Apv, «a breve convocherò il Cda (quello del post-ribaltone di cui parliamo qui a fianco, ndr) e le questioni di interesse di Bozzini saranno sul tavolo. Riprenderemo il lavoro, anche riguardo le convenzioni col Comune di Monteforte per l'esecuzione di alcuni interventi del post alluvione.
Mi sento di tranquillizzare tutti su tutta la linea», conclude Nani, «i sindaci dicendo loro che si riprende a lavorare regolarmente e Bozzini che convocherò a breve proprio per dare precise rassicurazioni».P.D.C.

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