IL CASO. Contro chi sgarra sono previste sanzioni dall'ammonizione fino al licenziamento.
Codice antimolestie in azienda. Alla San Benedetto tutti i dipendenti dovranno firmarlo. Verrà inviato con la busta paga
Scorzè - VE - Il decalogo arriverà fra oggi e domani con la busta paga, e i lavoratori dovranno firmare la ricevuta del documento. Come dire che d'ora in poi, alla San Benedetto di Scorzè, nessuno potrà dire di non essere a conoscenza del "codice antimolestie" aziendale per giustificarsi di apprezzamenti pesanti e avances non richieste. La holding delle acque minerali, secondo caso in Italia (il precedente, un po' datato, spetta alla Zanussi), ha deciso di dotarsi di uno strumento che definisce le norme di comportamento da adottare in azienda. Si va dai rapporti fra superiori a subalterni - argomento che qualche settimana fa aveva indotto i sindacati a dare vita a una protesta all'ingresso dell'azienda contro il comportamento di un capoarea - fino alle molestie sessuali vere e proprie nei confronti dei (e delle) dipendenti. «Ci abbiamo lavorato due anni - spiega Paola Prisco, sindacalista della Cisl che ha curato con la direzione aziendale il codice antimolestie - finalmente siamo arrivati al varo di questo strumento».
Nelle scorse settimane, spiega un altro delegato sindacale, ci sono state alcune riunioni di vertice in vista dell'adozione del codice. Dopo la consegna delle regole di comportamento, sono previste assemblee fra i lavoratori e una specifica campagna di informazione. «L'importante - commenta un componente delle Rsu, Pietro Scomparin - sarà metterlo in pratica, perché non basta scrivere le carte».
Le carte, per inciso, prevedono due percorsi da seguire per le lavoratrici (le donne alla San Benedetto sono quasi un quarto del totale dei lavoratori) che subiscono molestie. Una volta denunciato il caso, viene coinvolta la commissione provinciale Pari opportunità che sonda la possibilità di una conciliazione fra le parti. Se questa strada non porta risultati, si passa alle maniere forti e viene coinvolta la direzione aziendale, che può decidere di adottare provvedimenti disciplinari nei confronti dei molestatori: il codice prevede una serie di sanzioni che vanno dall'ammonizione alla sospensione del lavoro, fino al licenziamento per i casi più gravi. Fermo restando che, da quando le molestie ripetute sono divenute un reato, è comunque possibile adire le vie legali nei confronti di chi ne approfitta nei confronti di qualche collega.
Il problema però, spiega la sindacalista che ha promosso il codice di comportamento alla San Benedetto, è che non sempre i casi di molestie vengono denunciati. Tutt'altro: «Il 90 per cento delle molestie non viene allo scoperto, anche perché fino ad ora non c'erano strumenti adeguati per combatterle. Il codice analogo adottato anni fa dalla Zanussi è già un po' datato».
Ad ogni buon conto, per scongiurare l'omertà il codice interno prevede che siano considerati corresponsabili i lavoratori che siano testimoni delle molestie e che non li denuncino. Il fatto che la direzione della San Benedetto abbia deciso di partecipare alla stesura del codice dimostra che il problema del comportamento sul luogo di lavoro si pone. E che l'azienda, nell'ambito del riconoscimento sociale d'impresa, ha deciso di fare un significativo passo in avanti. «Dopo tutto - commentano al sindacato - in un ambiente sereno si lavora anche meglio».