IL CASO. Aspetta i rimborsi da due anni, l'Enel neppure risponde

Lunedì 15 Marzo 2010, Treviso - Aspetta quei soldi da due anni, ma l'Enel continua a far perdere tempo all'utente beffato. Giovanni Nacci, 76enne emiliano, nella Marca da oltre 30 anni, documenti alla mano dimostra di aver avvisato l'Enel di aver lasciato l'utenza di via Turati a Treviso: «Ho mandato un fax con largo anticipo - spiega - ma ciononostante la successiva bolletta e il conguaglio, per 172 e 133 euro, sono arrivati al mio nuovo indirizzo di Preganziol. L'unico mio errore è stata la buonafede ovvero aver pagato per evitare sanzioni (con tali enti non si sa mai!) e per non mettere nei pasticci il nuovo inquilino facendogli staccare la luce o sigillare i contatori». Insomma Nacci paga 305 euro (più le spese) poi spedisce i documenti all'Enel chiedendo il rimborso: «Ho fatto decine di telefonate, anche tramite l'Adiconsum, ma dall'Enel solo rimandi e risposte vaghe del tipo: "Si faccia rimborsare da chi le è subentrato". In effetti ho provato anche tale strada, ma il nuovo contratto era di società straniera e chi ho rintracciato parlava poco e male l'italiano. Spiegare perchè dovevano darmi quei soldi era difficile. L'errore è dell'Enel che ha mandato le bollette all'utente sbagliato».
Sono passati due anni e l'Enel si tiene i soldi senza rispondere neppure all'Adiconsum salvo far dire a un dirigente che «con le associazioni consumatori c'è un canale privilegiato per avere tempi brevi».
Se due anni vi sembran pochi...
Gigi Bignotti

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