I tre sindacati illustrano i motivi del ricorso al Tribunale contro la delibera sui parametri abitativi. «In 500 perderanno la casa»

I tre sindacati illustrano i motivi del ricorso al Tribunale contro la delibera sui parametri abitativi. «In 500 perderanno la casa»
«Il Comune persegue una linea discriminatoria nei confronti delle famiglie straniere»

È fissata per il 5 novembre la prima udienza per il ricorso di Cisl, Cgil e Uil, insieme a sei famiglie straniere, contro la delibera sui parametri abitativi fissati dalla giunta di Montecchio. Netta la posizione del Comune, convocato a Vicenza: «Al tribunale civile illustreremo la nostra posizione. Per ora ogni dichiarazione sarebbe prematura e non farebbe altro che ingigantire una questione che non ha alcun fondamento e che pertanto non merita di essere commentata se non quando arriverà a conclusione e il giudice si pronuncerà in merito».
Le tre sigle sindacali e le famiglie straniere, assistite dall'avvocato Enrico Varali, hanno richiesto l'annullamento della delibera di luglio 2009, che ha ridefinito i requisiti di abitabilità degli alloggi. «La delibera ha messo seriamente in difficoltà le famiglie straniere, molte delle quali si sono ritrovate improvvisamente non in regola e costrette ad abbandonare l'abitazione - ha sottolineato ieri Giancarlo Pederzolli di Cisl -. Se continuasse ad essere applicata, sarebbero circa 500 le persone che dovrebbero cambiare casa». «Siamo sempre stati disponibili a collaborare con l'amministrazione - ha osservato Maurizio Ferron di Cgil - e abbiamo sempre tentato altre strade prima del ricorso. In questi mesi, però, abbiamo assistito ad una escalation di atti che hanno dimostrato la vera natura del provvedimento - ha aggiunto -. Siamo al corrente di ispezioni effettuate dai vigili anche alle 3 di notte per misurare le dimensioni degli appartamenti occupati da immigrati».
Le tre sigle sindacali, però, evidenziano che nessun biasimo è diretto alle forze dell'ordine: «Hanno semplicemente eseguito gli ordini», mentre le azioni della Giunta «ci sembrano una conferma della linea discriminatoria quando la motivazione del requisito abitativo diventa non solo un modo per non avere il permesso di soggiorno, ma anche per ritirare la residenza o non concederla». «Questo provvedimento non ha niente a che vedere con il sovraffollamento - ha affermato Carlo Biasin di Uil. - Con la presentazione del ricorso intendiamo chiederne l'annullamento».
I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno puntualizzato: "Se la delibera, come noi crediamo, è discriminatoria, dovrà essere annullata. Se non lo è, allora dovrà essere applicata a tutti i cittadini che risiedono a Montecchio In questo modo, però, ben il 70 per cento non risulterebbe in regol»".
E a proposito del commento del sindaco Cecchetto sull'utilizzo del denaro per il ricorso, replicano: «Non sta a lei entrare in un'associazione privata come i sindacati. I nostri avvocati operano a titolo gratuito». «Non ci interessa la politica, ci interessa il merito delle cose - ha concluso Ferron - Siamo perciò disponibili a confrontarci con il sindaco davanti ai cittadini».
Antonella Fadda

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