I tedeschi scelgono Speedline. Porsche e Audi avvertono Ronal: «Dateci solo prodotti italiani»

I tedeschi scelgono Speedline. Porsche e Audi avvertono Ronal: «Dateci solo prodotti italiani»
S. MARIA DI SALA. Dieci milioni di euro all'anno. E' la perdita di Speedline alla voce flussi di cassa, quindi differenza tra entrate e uscite. La stima arriva dai sindacati, in attesa del bilancio ufficiale. L'azienda per ora non quantifica, ma conferma la perdita. Si è parlato anche di questo nell'incontro tra la società e le parti sociali, martedì pomeriggio a Unindustria. Restano le buone notizie, a cominciare dalla cessazione della cassa integrazione per il nuovo anno, ma nuove nubi si addensano all'orizzonte. La possibile bufera ora si chiama «Bbs Wheels»: azienda tedesca di cerchi in lega, fino a poco tempo fa principale concorrente di Speedline e che ora Ronal (la multinazionale svizzera che controlla Speedline) vuole comprare. Una minaccia per Speedline, visto che l'operazione rischierebbe di avere ripercussioni pesanti sulle produzioni, che finirebbero per buona parte in Germania, con una vera a propria spartizione di commesse. Dai sindacati è già arrivato il «no», spalleggiati da sponsor importanti. Audi e Porsche per esempio non fanno mistero di preferire il prodotto «made in Italy». Le ruote Speedline sono più affidabili e così entrambe le case automobilistiche hanno detto a Ronal di voler acquistare cerchi in lega leggera italiani. Il problema è che per raggiungere questa affidabilità i costi sono necessariamente alti. Nell'incontro a Unindustria l'azienda ha mostrato i grafici: rispetto all'altro stabilimento tedesco, quello di Landau, a S. Maria di Sala il costo del lavoro è più alto del 10-15%. Questo per un effetto combinato di due fattori: il primo è che lo stabilimento di Landau non è sindacalizzato, mentre in Speedline la contrattazione esiste da 25 anni. Il secondo è che il governo tedesco ha ridotto gli oneri contributivi per tutte le aziende del settore auto e ora questi sono quasi la metà di quelli italiani. In questo senso la vicenda dell'acquisto di «Bbs Wheels» suona come un avvertimento: o si riducono i costi, o potrebbe esserci la delocalizzazione, anche solo parziale. Eventualità lontana certo, anche perché Audi e Porsche, oltre che essere tedeschi, sono clienti di un certo spessore e Ronal non può forzare la mano più di tanto. «La proprietà chiarisca se intende riconfermare la centralità di Speedline nella produzione di nicchia - chiede Gianni Fanecco, Fim-Cisl - non si ridiscute nulla che riguardi il peggioramento delle condizioni dei lavoratori. A Santa Maria di Sala serve investire e c'è ancora in ballo un progetto di ampliamento senza il quale Speedline non ce la può fare».
Filippo De Gaspari

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