I sindacati: metà delle regolarizzazioni previste «La sanatoria costava troppo»

I sindacati: metà delle regolarizzazioni previste «La sanatoria costava troppo»
Giovedì 1 Ottobre 2009, Venezia - «È stato un flop annunciato, la normativa per regolarizzare le badanti era complicata ma, soprattutto, questa sanatoria costava troppo: una famiglia normale in questi tempi di crisi non può permettersi di spendere 300-400 euro in più al mese in contributi e pagare anche la tassa di 500 euro».
Gerardo Colamarco, 62 anni, segretario della Uil del Veneto, fa i conti con l'operazione lanciata dal governo: «La verità è che con questa norma non abbiamo risolto il problema. Anzi, l'abbiamo aggravato perché scatta il reato penale per molte famiglie, che ora rischiano la galera».
Avete qualche dato sulla sanatoria?
«La Uil Veneto ha istruito circa mille pratiche, pensavamo come minimo di arrivare a duemila. E anche Cisl e Cgil sono andati sotto le previsioni: in Veneto si parlava di 40-50mila regolarizzazioni tra colf e badanti, saremo arrivati sì e no a 20-25mila».
Qual è lo stipendio di una badante regolare?
«Mille, mille e cento euro al mese compresi i contributi, tredicesima, ferie, tfr. Per le irregolari invece lo stipendio scende a 600-700 euro, già un sacrificio enorme se si pensa che si deve mettere in conto anche alloggio e pasti. E le stesse badanti sono sicure che non vedranno mai una pensione italiana».
Lei ha parlato di flop annunciato, perché?
«Il giorno dopo il varo del decreto molti nostri pensionati erano arrabbiati neri, avevano subito capito che sarebbe stato un salasso. Non c'è stata lungimiranza da parte del governo: l'irregolarità non è stata assolutamente risolta. E quelli che non sono stati messi in regola non andranno via, resteranno come clandestini».
Maroni ha già detto nessuna proroga.
«Avevano detto mai e poi mai faremo sanatorie, e invece è partita. Piuttosto di fare proclami io cercherei di risolvere i problemi».
Come?
«Varerei sgravi fiscali o una riduzione della tassazione, oppure contributi figurativi per qualche anno o ulteriori aiuti. In un modo o nell'altro dobbiamo agire: non possiamo lasciare migliaia e migliaia di anziani senza badanti».
Il Veneto che fa?
Con la Regione c'era l'impegno di varare la legge sulla non autosufficienza: sono circa 60mila veneti che hanno bisogno di aiuto. Ma si deve ancora approvare questa norma, spero nella riunione di oggi».
Maurizio Crema

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