I sindacati alla Regione «Agisca subito per togliere ogni alibi all'Enel»

I sindacati alla Regione «Agisca subito per togliere ogni alibi all'Enel»
ROVIGO -«Il governatore Luca Zaia si sbrighi ad avviare le procedure necessarie con la giunta e il consiglio regionale per modificare la legge sul Parco, per permettere la conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle» . Sono perentori i toni dei segretari regionali confederali della Cgil Emilio Viafora, della Cisl Franca Porto e della Uil Gerardo Colamarco che ieri pomeriggio sono scesi a Rovigo, dove hanno incontrato il prefetto Romilda Tafuri, per parlare della sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il decreto del ministero dell'Ambiente che autorizzava la conversione. Viafora, Porto e Colamarco sono concordi nel chiedere «una rapida revisione della legge regionale 36 del 1997 (quella istitutiva del Parco del Delta, ndr), che all'articolo 30 prevede impianti di produzione di energia elettrica alimentati a gas metano o da altre fonti alternative di pari o minore impatto ambientale» . Le recenti dichiarazioni di disponibilità a Luca Zaia a metter mano alla legge del 1997 non bastano ai tre segretari regionali. «Vogliamo atti concreti entro questa settimana -afferma Franca Porto -perché devono essere chiare le responsabilità. Se l'intoppo è nella legge regionale, intervenga presto la giunta Zaia. Così, se invece sono altri soggetti a non volere la conversione, sarà più chiaro» . Emilio Viafora della Cgil è netto: «La sensazione che Enel non abbia seguito attentamente l'iter procedurale prima, e la fase del contenzioso aperto dalle associazioni ambientaliste poi, è forte. Se la Regione e il governo faranno quel che è necessario per evitare che a Porto Tolle salti tutto -conclude -allora non ci saranno più alibi» . Per la Uil, Gerardo Colamarco afferma che «occorre che la centrale a carbone sia dichiarata strategica, come secondo noi lo è effettivamente. Solo così si avranno certezze sulla positiva conclusione di un progetto che ormai ha sette anni di vita» . A prendere posizione sulla vicenda, schierato con Zaia, è anche il presidente di Unindustria Rovigo Gian Michele Gambato. In una lettera inviata al presidente della Regione, Gambato esprime la massima condivisione per la concretezza delle iniziative assunte, «rivolgendosi sin da subito al capo del governo e successivamente istituendo una commissione tecnica regionale in grado di analizzare e proporre soluzioni giuridicamente percorribili per riconsiderare questo importante investimento» . Antonio Andreotti

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