I sindacati: Zaia allenti il patto di stabilità. Oggi tavolo delle parti sociali in Regione. La Uil: priorità a credito, finanza locale, edilizia e Marghera
VENEZIA Oggi il governatore Luca Zaia incontrerà le parti sociali al tavolo dedicato all’economia e al lavoro. L’obiettivo è definire linee di intervento utili a rilanciare lo sviluppo e l’occupazione nel Veneto. Ma quali sono le proposte del sindacato? «Tra le emergenze, la prima riguarda l’accesso al credito, considerato il principale problema anche delle imprese virtuose, ad alto tasso di autofinanziamento», afferma Gerardo Colamarco, il segretario regionale della Uil «sarebbe il momento più opportuno per disporre di una finanziaria regionale come volano sia di finanziamenti diretti, sia di garanzie a copertura di affidamenti, ruolo che invece Veneto Sviluppo non riesce a ricoprire. Si devono rivedere le procedure istruttorie oggi lunghissime e non compatibili con le esigenze delle imprese”. Altro tema delicato è quello del patto di stabilità, con le rigidità di spesa che paralizza cospicue risorse della finanza pubblica locale: « Come mai altre Regioni, dalla Lombardia al Piemonte, sono riuscite a rendere più flessibile il meccanismo e il Veneto no?», chiede il sindacalista «la Regione deve anche spiegare perché dei 717milioni di euro assegnati per il 2007–2013 dal Fondo Sociale Europeo, ne abbia impegnati solo 195milioni, il 27,2% del totale. La media delle Regioni del Nord a è del 46,8%. Perché siamo il fanalino di coda?». Altre questioni scottanti, quella di Porto Marghera e la crisi che aggredisce il settore dell’edilizia: «Per Marghera», afferma Gerardo Colamarco «la Regione deve istituire un sistema di governance, concordato con il ministro Clini, che consenta procedure istituzionali snelle ed efficaci per realizzare stralci di bonifiche correlati alle domande di nuovi insediamenti sia nell’area produttiva che in quella logistico – portuale. Per quanto riguarda l’edilizia, occorre riconoscere lo stato di crisi, rilanciare il piano casa nelle città per il rinnovo del capitale edilizio obsoleto e incentivare la bioedilizia e le energie rinnovabili». Fin qui l’emergenza, ma al tavolo saranno proposte anche alcune azioni strategiche: «Bisogna riallineare la scuola alle esigenze del mondo del lavoro, della ricerca e dell’economia: nelle scuole potrebbero essere creati incubatori di progetti commissionati da imprese, studi professionali, enti locali, cooperative o banche locali su cui impegnare i ragazzi. Per quanto riguarda le imprese, la Regione dovrebbe avere una strategia per istituire una gerarchia delle eccellenze nel rapporto ricerca – imprese: Padova per le biotecnologie, Vicenza per la meccatronica, Verona per l’ agroalimentare, Venezia per l’ ambiente e i beni culturali». Grande attenzione infine per le infrastrutture, colpevolmente rimaste al palo.